Acqua su Marte



By admin on giugno 16, 2007

Ecco un’altra notizia veramente interessante per tutti gli appassionati di astronomia e ricerche extra-planetarie.
Se il rover della NASA, Opportunity, fosse arrivato sul Pianeta Rosso un paio di anni prima, non solo avrebbe potuto raccogliere le testimonianze della presenza d’acqua in un tempo molto lontano, ma l’avrebbe potuta fotografare all’interno di un cratere nel quale il rover ha passato diversi mesi di studio.

La scoperta l’ha fatta il fisico Ron Levin (figlio di Gilber Levin, lo scienziato responsabile degli esprimenti a bordo del Viking, il robot della Nasa che scese su Marte nel 1976) che lavora presso la Lockheed Martin in Arizona ed elabora le immagini che giungono da Opportunity e dal suo gemello Spirit, dal 2004 in missione sulla superficie marziana.

suolo marte

Che su Marte ci sia del ghiaccio sia sulla superficie (vicino ai Poli) che sotto di essa un po’ ovunque è stato accertato da tempo. Si ha anche la certezza che esistono dei brevi torrenti (la Nasa li chiama Gullies) lungo le pareti di alcuni crateri che sono stati prodotti negli ultimi anni dall’improvvisa fuoriuscita di acqua.
Spesso i canali di deflusso sono all’inizio piuttosto larghi (qualche decina di metri) e tanto più profondi quanto maggiore è l’inclinazione del terreno, per poi stringersi fin quasi a scomparire: un chiaro indizio che a produrli è una quantità di acqua liquida inizialmente molto consistente (si stima una media di 2500 m3 a sorgente) ma che tende ad esaurirsi molto velocemente a causa del congelamento o per evaporazione, nelle condizioni della bassa pressione atmosferica esistente oggi sul pianeta.

La pressione attuale dell’atmosfera di Marte è di 6,1 millibar (sulla Terra è di circa 1.000 millibar). L’acqua liquida può esistere solo tra 0 e 10°C. Quando la temperatura supera i 10°C, l’acqua liquida inizia a bollire, perdendosi come vapore nell’atmosfera.

Ma l’aver trovato anche indizi di acqua stagnante la cui presenza non risalirebbe che a un paio d’anni fa, dà ragione a chi ipotizza che l’acqua liquida possa esistere anche oggi in piccole e particolari aree del pianeta.

marte

Utilizzando le immagini riprese in 3 dimensioni dal rover è stato possibile osservare che tra alcuni affioramenti di rocce vi sono delle scanalature ove è presente della sabbia. L’ipotesi della presenza di acqua deriva dal fatto che tali depositi non presentano alcuna increspatura. La superficie è molto liscia e livellata. Se quella sabbia fosse stata lì da molto tempo, il vento l’avrebbe increspata. L’unica spiegazione per la formazione di quel deposito è la presenza di acqua che vi doveva essere in quel punto non più di un paio di anni fa.

Share





I commenti sono chiusi.