Archivio del luglio, 2007

I Kanji del Quinto grado

By admin on luglio 30, 2007

Ecco la quinta tabella da imparare con i kanji del quinto grado ed arrivare così ad un ottimo grado di comprensione dei testi giapponesi. Questa quinta tabella contiene altri 185 kanji da imparare:

quinto grado

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NGC 6240: 2 Buchi neri scoperti grazie all’ottica adattativa

By admin on luglio 30, 2007

Grazie nuova tecnologia dell’ottica adattativa del telescopio Keck delle isole Hawaii, gli astronomi della Università della California a Santa Cruz sono riusciti ad osservare una coppia di buchi neri supermassicci nel centro di una zona di collisione tra due galassie.

Le osservazioni della collisione galattica, nota come NGC 6240, rivela che ciascun buco nero si trova al centro di un disco rotante di stelle ed è circondato da una nube di ammassi di giovani stelle che si sono formate nel corso della fusione.

ngc 6240
Confronto ottico e ai raggi-X di NGC 6240

Queste galassie in collisione già osservate a differenti lunghezze d’onda, si era intuito che là ci dovessero essere 2 buchi neri, ma nessuno finora era stato in grado di comporre le diverse osservazioni in un unico quadro coerente.

ha spiegato Claire Max, docente di astronomia e astrofisica dell’UCSC, e coautrice dell’articolo apparso su "Science".

"L’ottica adattativa ha invece permesso di avere una visione complessiva, e ora possiamo vedere le polveri ad alta temperatura nell’infrarosso, le stelle nello spettro visibile e nell’infrarosso, e le emissioni radio e X, che provengono dalla zona che circonda i buchi neri."

In effetti, immagini nello spettro visibile della NGC 6240 erano già state ottenute dal telescopio spaziale Hubble: esse mostrano le parti delle galassie in collisione distorte dalle forze di marea, che formano lunghe code di stelle, gas e polveri. Nella brillante regione centrale è possibile distinguere due nuclei, ma nubi di polvere oscurano la maggior parte della luce visibile che proviene dal nucleo.

La presenza di due buchi neri supermassicci nella NGC 6240 fu dimostrata per la prima volta grazie alle osservazioni ai raggi-X del telescopio Chandra della NASA. Ma tentare di comporre i dati di questo strumento con quelli ottenuti da altri differenti lunghezze d’onda è molto difficile poiché esistono pochi punti di riferimento comuni.

Grazie invece alsistema di ottica adattativa del Keck, le immagini nell’infrarosso hanno una risoluzione spaziale che ha permesso di identificare caratteristiche della NGC 6240 che possono essere viste a differenti lunghezze d’onda.

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Nuove tecnologie per l’energia solare

By admin on luglio 27, 2007

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Tecnologico del New Jersey, hanno sviluppato una cella fotovoltaica economica e facile da usare che non impiega silicio. E grazie ai nanotubi di carbonio di cui è costituita, potrebbe essere disegnata o stampata su pannelli di plastica flessibili. L’idea si è conquistata la prima pagina della rivista Journal of Materials Chemistry e, come sostengono gli stessi ideatori, “le opportunità per le future applicazioni sono infinite”.

Sviluppare celle solari organiche dai polimeri è un’alternativa economica e semplice, afferma Somenath Mitra lo scienziato che guida il progetto. Per fabbricare le celle solari convenzionali, ovvero le unità di base dei pannelli fotovoltaici, è indispensabile avere silicio altamente purificato, ottenuto con un processo che è molto costoso in termini di energia richiesta per la purificazione. Le celle solari sviluppate dai ricercatori del New Jersey usano nanotubi a parete singola e di forma cilindrica combinati con altri a struttura ultrafine, 50’000 volte più piccola di un capello, detti fullereni.
Quando la luce cade su una cella solare organica, l’energia genera cariche positive e negative. Se le cariche vengono separate e mandate verso diversi elettrodi, si crea un flusso di corrente. Per questo i ricercatori hanno realizzato strutture di nanotubi a forma di serpente, che conducono l’energia in modo più efficiente del rame.

Per saperne di più: Nuove tecnologie per l’energia solare sul sito originale americano.

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I Kanji del Quarto grado

By admin on luglio 26, 2007

Ecco la quarta tabella da imparare per chi intende imparare i kanji ed arrivare ad un discreto grado di comprensione dei testi giapponesi. Questa quarta tabella contiene altri 200 kanji da imparare per poter essere al pari di studenti di superiori delle scuole nipponiche:

kanji quarto grado

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I Kanji del Terzo grado

By admin on luglio 25, 2007

Ecco la terza tabella da imparare per chi intende imparare i kanji ed arrivare ad un buon grado di comprensione dei testi giapponesi. Questa terza tabella contiene i successivi 200 kanji imparati dai ragazzi delle scuole nipponiche:

kanji terzo grado

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Moltiplica 1×1, 11×11, …, 11111…x11111…

By admin on luglio 25, 2007

Ho letto in giro del curioso risultato dato dalla moltiplicazione di 111’111’111×111’111’111 che vale 12’345’678’987’654’321.
In realtà ogni numero composto da soli 1 levato al quadrato genera un numero che può essere visto dai curiosi come una seguenza prima crescente e poi decrescente delle 9 cifre:

1 x 1 = 1
11 x 11 = 121
111 x 111 = 12’321
1’111 x 1’111 = 1’234’321
11’111 x 11’111 = 123’454’321
111’111 x 111’111 = 12’345’654’321
1’111’111 x 1’111’111 = 1’234’567’654’321
11’111’111 x 11’111’111 = 123’456’787’654’321
111’111’111 x 111’111’111 = 12’345’678’987’654’321

e qui si rompe l’armonia della seguenza (nelle prossime cifre manca l’8) ma ne inizia un’altra, osservate:

1’111’111’111 x 1’111’111’111 = 1’234’567’900’987’654’321
11’111’111’111 x 11’111’111’111 = 123’456’790’120’987’654’321
111’111’111’111 x 111’111’111’111 = 12’345’679’012’320’987’654’321

La spiegazione di questo risultato per la prima sequenza è la seguente.
Ricordiamo per un attimo come facevamo le moltiplicazioni
alla scuola elementare e prendiamo come esempio il numero
1111. Allora


     1111 x
     1111 =
     ————
     1111
    1111-
   1111-
  1111-
 ———————
 1234321

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Italia in fiamme!!!

By admin on luglio 24, 2007

Ecco delle foto satellitari degli incendi di questi ultimi giorni in Italia ed in particolare in Abruzzo e Puglia.
Tutto questo è molto, molto triste specialmente se si pensa che tutti questi incendi sono in un modo o nell’altro colpa dell’incuranza umana o peggio premeditati!!

italia in fiamme

italia in fiamme

italia in fiamme

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I Kanji del Secondo grado

By admin on luglio 24, 2007

Ecco la seconda tabella importante per chi intende imparare i kanji. Questa seconda tabella contiene i successivi 160 kanji imparati dai bambini delle scuole nipponiche nel secondo anno di studi.

kanji secondo grado

Qui “le cose” iniziano a complicarsi tenendo presente che già si dovrebbero conoscere “a campanella” i precedenti 80 kanji, con questi siamo a 240!!!
I concetti espressi in questi kanji sono più astratti di quelli del primo livello, ci sono alcuni verbi fondamentali ed altre parole di uso molto comune come il Kanji 友 (Amico), ecc.

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I Kanji del Primo grado

By admin on luglio 23, 2007

Ecco una tabella molto importante per chi intende imparare i kanji. Questa tabella contiene i primi 80 kanji imparati dai bambini delle scuole nipponiche nel primo anno di studi.

kanji primo grado

Rappresentano kanji di uso molto comune, infatti troviamo i primi 10 numeri, i giorni della settimana, uomo, donna, montagna, fiume, sopra, sotto, libro, e tanti altri

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Il campo magnetico attorno al Sistema Solare

By admin on luglio 23, 2007

A una distanza compresa fra le 11 e le 15 ore luce da noi, ben oltre cioè l’orbita di Plutone, le sonde Voyager I e II lanciate nel lontano 1977 continuano a mandare preziose informazioni sullo spazio esterno del nostro sistema solare.

In prossimità del sistema solare il campo magnetico interstellare presenta una singolare inclinazione di 60°

campo magetico sistema solare
Fonte: George Mason University, vedi articolo e The Manson gazette

Studiando le trasmissioni radio emesse dalle due sonde un gruppo di astrofisici della George Mason University, del California Institute of Technology (Caltech) e dell’Università del Michigan ha infatti scoperto che la parte del campo magnetico interstellare più vicina al nostro sistema solare non corre parallelo ai bracci di spirale della galassia, come sembra avvenire in tutti gli altri punti della Via Lattea.

Come è illustrato in un articolo a prima firma Merav Opher pubblicato sull’ultimo numero di Science, in questa parte dello spazio il campo magnetico interstellare corre formando un angolo di circa 60°, così che quando investe l’eliosfera (l’enorme "bolla" magnetica che circonda il nostro sistema solare fino ad almeno 200 volte la distanza Terra-Sole) la deforma molto più del previsto, fino a fargli assumere un accentuata forma a proiettile.

A milioni di chilometri oltre Plutone, il vento solare del nostro sole inizia a perdere la relativa dominanza quando entra in contatto con il vento interstellare dal resto della nostra galassia. Gli scienziati considerano il luogo in cui i due venti vengono a contatto, denominato eliopausa, come il bordo del nostro sistema solare. Opher ha analizzato le emissioni radio dall’eliopausa e la direzione del flusso di ioni provenienti dalla termination shock, che è la zona dove il vento solare rallenta da una velocità di molti milioni di Km/h fino a a circa 400.000 Km/h.

Il loro lavoro suggerisce che l’orientamento del campo magnetico locale differisce da quello del campo magnetico interstellare più grande e che si pensa parallelo al piano galattico. Questa conclusione avrà un effetto enorme su come fisici e astronomi misurano i fenomeni oltre il nostro sistema solare.

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