Forze di marea su Encelado



By admin on luglio 8, 2007

A causa dell’attrazione gravitazionale di Saturno, il calore generato dalle forze di marea sarebbe tale da far sublimare il ghiaccio presente al Polo Sud di questo satellite.

Potrebbe esserci una produzione di calore per attrito all’origine dei geyser che fuoriescono dalla superficie di Encelado, secondo uno studio dell’Università della California a Santa Cruz.

encelado

Encelado è l’ottavo satellite conosciuto di Saturno, nella mitologia greca Encelado era un gigante ucciso in battaglia e bruciato nel monte Etna da Atena. Scoperto nel 1789 da Herschel. Questo satellite possiede l’albedo più alto (>0.9) di qualunque altro copro del sistema solare. La sua superficie è ricoperta da ghiaccio. Su Encelado sono stati identificati 5 diversi tipi di terreno. Oltre ai crateri ci sono pianure levigate, fratture e catene montuose. Alcune parti della superficie sono relativamente giovani, con un’età probabilmente inferiore ai 100 millioni di anni.
Questo significa che Encelado deve essere rimasto attivo fino a poco tempo fa (e forse lo è a tuttoggi). Forse è presente una specie di vulcanismo basato sull’acqua. Il satellite è comunque troppo piccolo per essere ancora riscaldato dal calore generato dal decadimento radiattivo in esso contenuto. Encelado è legato in un’orbita risonante (1:2) con Dione (così come accade tra Io ed Europa).

Le forze di marea che agiscono lungo le linee di faglia nello strato ghiacciato della luna di Saturno sono all’origine di scorrimenti che producono una quantità di calore tale da trasformare parte del ghiaccio in sbuffi di vapore acqueo e cristalli di ghiaccio. Encelado ha un’orbita molto eccentrica e l’interazione gravitazionale varia nel tempo, con un effetto diretto sugli strati geologici superficiali.

La stima è stata fatta da Francis Nimmo, co-autore di un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” e i risultati ottenuti farebbero propendere per questo tipo di modello, il più probabile per le regioni di Encelado vicine al Polo Sud. Queste zone sono infatti più calde rispetto al resto della superficie del satellite e presentano strutture visibilmente del tutto simili a linee di faglia. Rispetto ad altre teorie formulate sull’origine dei geyser, il meccanismo appena descritto non richiede la presenza di acqua allo stato liquido in prossimità della superficie.

Il calore generato dagli attriti è sufficiente a causare la sublimazione del ghiaccio, come in una cometa, e a proiettare il vapore dalla superficie verso lo spazio, ha spiegato Robert Pappalardo, del Jet Propulsion Laboratory della NASA e co-autore dello studio.

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