Il campo magnetico attorno al Sistema Solare



By admin on luglio 23, 2007

A una distanza compresa fra le 11 e le 15 ore luce da noi, ben oltre cioè l’orbita di Plutone, le sonde Voyager I e II lanciate nel lontano 1977 continuano a mandare preziose informazioni sullo spazio esterno del nostro sistema solare.

In prossimità del sistema solare il campo magnetico interstellare presenta una singolare inclinazione di 60°

campo magetico sistema solare
Fonte: George Mason University, vedi articolo e The Manson gazette

Studiando le trasmissioni radio emesse dalle due sonde un gruppo di astrofisici della George Mason University, del California Institute of Technology (Caltech) e dell’Università del Michigan ha infatti scoperto che la parte del campo magnetico interstellare più vicina al nostro sistema solare non corre parallelo ai bracci di spirale della galassia, come sembra avvenire in tutti gli altri punti della Via Lattea.

Come è illustrato in un articolo a prima firma Merav Opher pubblicato sull’ultimo numero di Science, in questa parte dello spazio il campo magnetico interstellare corre formando un angolo di circa 60°, così che quando investe l’eliosfera (l’enorme "bolla" magnetica che circonda il nostro sistema solare fino ad almeno 200 volte la distanza Terra-Sole) la deforma molto più del previsto, fino a fargli assumere un accentuata forma a proiettile.

A milioni di chilometri oltre Plutone, il vento solare del nostro sole inizia a perdere la relativa dominanza quando entra in contatto con il vento interstellare dal resto della nostra galassia. Gli scienziati considerano il luogo in cui i due venti vengono a contatto, denominato eliopausa, come il bordo del nostro sistema solare. Opher ha analizzato le emissioni radio dall’eliopausa e la direzione del flusso di ioni provenienti dalla termination shock, che è la zona dove il vento solare rallenta da una velocità di molti milioni di Km/h fino a a circa 400.000 Km/h.

Il loro lavoro suggerisce che l’orientamento del campo magnetico locale differisce da quello del campo magnetico interstellare più grande e che si pensa parallelo al piano galattico. Questa conclusione avrà un effetto enorme su come fisici e astronomi misurano i fenomeni oltre il nostro sistema solare.

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