IC 10 X-1: Buco Nero da record



By admin on ottobre 31, 2007

Qualche giorno fa parlai della nuova scoperta, il grande buco nero M33 X-7, fatta dagli astronomi incrociando i dati provenienti provenienti dal Chandra X-Ray Observatory e dal Gemini Telescope. In quei giorni si parlava di bucone nero da record, il più grande conosciuto.
Bene, questo record è durato dal 17 Ottobre fino al 30 Ottobre, quando Andrea Prestwich direttrice dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics a Cambridge, insieme al suo team, ha individuato un nuovo buco nero con massa stimata tra le 24 e 33 masse solari. La scoperta è stata fatta nuovamente utilizzando i dati provenienti dal Chandra X-Ray Observatory e dal satellite Swift della NASA.
Il buco nero si trova nella galassia IC 10 a circa 1.8 milioni di anni luce da noi.

galassia ic10

La nuova scoperta oltre ad infrangere il precedente record, che ben poca importanza ha in astronomia, è importante perché ora gli scienziati ora sanno che dalla marote di una stella massiccia possono generarsi buchi neri molto più grandi di quanto i precedenti studi prevedevano.
Anche questo buco nero, come il precedente, ha per compagno una stella ed insieme percorrono la loro galassia orbitando l’uno intorno all’altra. Purtroppo per la stella, il prezzo da pagare ad avere un simile compagno di viaggio, è la perdita di una grande quandità di materia che viene catturata dal buco nero grazie alla sua enorme forza di gravità. Nel caduta verso la singolarità la materia emette Raggi-X che permette agli astronomi di individuare la posizione esatta del buco nero.
Durante lo studio si è osservato che l’emissione di raggi-x era pulsante, un fatto anomalo. Dopo meticolosi approfondimenti si è scoperto che a far pulsare i raggi-x era proprio la stella compagno del buco nero che eclissava la singolarità facendo arrivare a noi raggi-x pulsanti con periodo di 34.4 ore.
Grazie a queste eclissi e all’uso del satellite Swift è stato possibile determinare, con buona approssimazione, la massa del buco nero in 24 masse solari, ma npn è escluso che sia di 33 masse solari.
Simulazioni al calcolatore indicano che la stella che ha generato l’odierno buco nero ha perso molto meno materia di quanto i precedenti studi e teorie ipotizzavano

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