A caccia dell’Energia Oscura
Circa 10 anni fa è stato scoperto che l’universo si sta espandendo ad una velocità molto superiore rispetto a quella del passato. Gli esperti hanno formulato due ipotesi per spiegare tale scoperta:
- L’universo è pieno di una misteriosa Energia oscura, che produce una forza repulsiva che contrasta quella gravitazionale della materia normale;
- la Teoria Gravitazionale attuale non è valida e va modificata, aggiungendo ad esempio dimensioni ulteriori allo spazio
“Andare a caccia dell’Energia Oscura“, è oggi uno dei più affascinanti e difficili compiti assegnati ai cosmologi moderni. Uno studio internazionale pubblicato su Nature e coordinato da Luigi Guzzo dell’osservatorio di Brera dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) segna un importante passo avanti e conferma l’esistenza di questa forza inafferrabile. Secondo gli scienziati, l’Universo è costituto per il 74% da materia oscura, il 22% da energia oscura e al restante 4% di materia ordinaria.

Attraverso la misurazione della posizione e della velocità di galassie distanti circa 7 miliardi di anni luce gli scienziati hanno indicato una nuova via per sciogliere l’enigma, confermando anche la validità della teoria della relatività di Einstein. Gli scienziati hanno potuto così sbirciare in un un’epoca precedente, che si colloca a circa la metà dell’età attuale dell’universo.
Il movimento delle galassie distanti deriva da 2 fattori:
- Espansione dell’universo, che spinge le galassie lontane le une dalle altre
- Attrazione Gravitazionale che le fa avvicinare, creando i cosiddetti ammassi e super ammassi.
Analizzando la velocità con cui la materia delle galassie si è aggregata nel corso del tempo, i ricercatori hanno dedotto che a governare l’intero processo sia stata l’Energia Oscura: questa misteriosa energia ha contribuito a modificare la velocità con cui l’attrazione gravitazionale ha fatto aggregare la materia delle galassie.
Migliaia di galassie sono state rappresentate in una mappa tridimensionale elaborata da un gruppo internazionale di ricercatori: la distribuzione e la velocità degli ammassi e dei filamenti dell’universo lontano, collegati in un’immensa “ragnatela cosmica”, potrebbero fornire indicazioni per comprendere le caratteristiche dell’energia oscura. La mappa è stata realizzata con un metodo innovativo, utilizzando il telescopio dell’osservatorio astronomico Melipal, uno dei quattro dell’European southern observatory (Eso) in Cile. E’ stato misurato come cambiano le velocità peculiari di un campione di galassie in due epoche diverse. Finora è stato fatto soltanto per l’universo vicino, cioè a circa 10 milioni di anni luce. Calcolando l’effetto distorsivo delle velocità peculiari l’ammasso di galassie sembra contenere più oggetti, e le strutture risaltano meglio.
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