HD 189733B: Pianeta extra-solare con metano nell’atmosfera



By admin on marzo 18, 2008

Grazie allo spettroscopio, è stata individuata la molecola del metano su un pianeta extra-solare, chiamato HD 189733b, dal telescopio spaziale Hubble. Il metano è presenza sulla maggior parte dei pianeti del nostro Sistema Solare, ma questa è la prima volta che viene rilevato su un pianeta esterno al nostro sistema solare.
Lo Spitzer Space Telescope negli scorsi mesi del 2007 aveva rilevato anche tracce di acqua le quali sono state ora confermate dalle osservazioni eseguite con la Near Infrared Camera e con lo spettrometro NICMOS.

“La sola presenza di acqua non poteva spiegare tutte le caratteristiche spettrali osservate. Per dar conto dei dati di Hubble è necessario che sia presente anche del metano”

exoplanet
Image: Artist’s impresssion of HD 189733B (Credit: ESA – C. Carreau)

ha spiegato Giovanna Tinetti, ricercatrice dell’University College London e dell’ESA, che ha partecipato all’analisi dei dati.
Il pianteta, chiamato HD 189733b, si trova a 63 anni luce di distanza da noi, nella costellazione della Vulpecula, in direzione della nebulosa Dumbbell (M27 del catalogo Messier).

nebulosa m27

Vulpecula constellation map

HD 189733b, un pianeta gassoso con una massa superiore del 15% quella Giove, raggio il 26% più grande ed un periodo orbilate di 2.219 giorni terrestri, orbita a una distanza molto ravvicinata dal suo sole: è circa 30 volte più vicina alla sua stella madre di quando non lo è la Terra al Sole (la distanza ` inferiore a quella che separa Mercurio dal Sole). La temperatura della sua atmosfera si aggira attorno ai 844° C per la parte direttamente illuminata.

Gli astronomi sono stati molto sorpresi di trovare questo gas su questo tipo di pianeta, che per la sua struttura secondo i modelli planetologici convenzionali dovrebbe contenere più monossido di carbonio che metano.

“Un probabile spiegazione è che le osservazioni dell’Hubble sono state molto più sensibili nei confronti del lato in ombra del pianeta, dove le temperature sono leggermente più fredde e i meccanismi fotochimici responsabili della distruzione del metano sono meno efficienti di quelli in atto sul lato illuminato”

ha detto la Tinetti.

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