L’aurora boreale, un fenomeno naturale del quale i primi studi scientifici risalgono Galileo Galilei, fu infatti lui a definirle “aurore boreali”, a 500 anni di distanza gli studiosi della Nasa hanno annunciato di aver fatto finalmente progressi nella ricerca e nella sua piena comprensione. Il risultato è stato possibile osservando le immagini trasmesse da cinque satelliti Themis e da una rete di 20 centri di osservazione tra il Canada e l’Alaska.
Lo studio della Nasa ha permesso di comprende il processo legato ai bagliori delle aurore boreali e a quello che genera forti e discontinui lampi di luce che insieme danno danno vita a uno spettacolo senza eguali.
Per gli scienziati i ‘bagliori danzanti’ sono il frutto di sottotempeste elettromagnetiche generate dall’incontro delle linee del campo magnetico planetario con quelle del campo terrestre.

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Di competizioni ce ne sono un sacco, ma questa mi giunge nuova: la stella più luminosa della Galassia! Di partecipanti ce ne sono miliardi, ma come ogni gara il vincitore è uno solo.
Il primato spetta alla stella Eta Carina (η Carinae) nella costellazione della Carena (della famosa Nave degli Argonauti) con una potenza luminosa 4.7 milioni di volte superiore a quella del nostro Sole.

Per arrivare ad una simile luminosità la stella deve avere una massa enorme e non a caso questa stella ha una massa stimata tra le 100 e le 150 volte superiore a quella del nostro Sole e viene posizionata. Inoltre sempre a causa della sua massa la vita sarà “molto breve” in termini astronomici e sempre in termini astronomici, nel futuro prossimo si trasformerà in una supernova.
Oggi però questo titano galattico ha un rivale da non sottovalutare.
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Ieri, 11 Luglio, è stata pubblicata la notizie di una nuova scoperta fatta nel mondo dell'infinitamente piccolo: è stata trovata la prova certa dell'esistenza di una particella che porta il nome di Eta-B e che si ritiene sia quella che generi la cosiddetta Forza Forte (o Interazione Forte originariamente ipotizzata da Enrico Fermi) ovvero quella forza sub-nucleare che tiene unite le particelle elementari come ad esempio protone-neutrone o anche protone-protone. E' proprio a quet'ultimo caso che il nome di Forza Forte deve il suo significato più esplicito per i meno esperti. 2 protoni a causa della repulsione elettrostatica dovrebbero allontanarsi reciprocamente ma invece in un nucleo atomico sono tenuti "attaccati" e come sappiamo anche i neutroni vengono mantenuti insieme al nucleo seppur privi di cariche elettriche.
E' proprio il fondamentale ruolo che svolge la Forza Forte e quindi della particella Eta-B, che il nucleo non si disgrega. E' grazie a questa forza che la materia che noi tutti conosciamo e di cui siamo fatti non si riduce a una nuvola di Protoni, Neutroni, Quark, elettroni ed altre particelle elementari.

Da decenni gli scienziati si pongono domande del tipo "Qual è la colla che tiene unita la materia?", "Dove si trova?", "Da chi è generata?" Oggi finalmente si può dare una risposta. Il merito di questa scoperta è dovuto all'esperimento denominato BaBar, un esperimento internazionale al quale lavorano 500 fra ricercatori e tecnici di 74 centri americani ed europei (Italia compresa).

Un po' di storia. La particella Eta-B e la sua esistenza fu teorizzata per la prima volta 30 anni fa ma non era stata ancora dimostrata l'esistenza. La funzione di Eta-B, come detto sopra, è quella di tener insieme sia protoni e neutroni nei nuclei degli atomi, sia i mattoni della materia, i Quark. Con la sua scoperta si può dire completata la spiegazione del funzionamento del collante della materia, la cosiddetta Forza Forte. Sulla correttezza degli studi nessun dubbio: La precisione sperimentale con cui l'Eta-B è stata individuata è altissima e non lascia margini all'incertezza e si è potuta raggiungere grazie ad un sofisticato e ben calibrato rivelatore in funzione da quasi 10 anni. " Come l'atomo di idrogeno è stato fondamentale per lo studio dell'elettrodinamica quantistica - ha spiegato Roberto Calabrese, fisico della collaborazione - lo stato legato bottom - antibottom' è di fondamentale importanza per la comprensione dell'interazione forte, in particolare la scoperta della Eta-B mette in luce il ruolo dello spin nell'interazione tra i quarks".
L'esperimento BaBar è nato con lo scopo principale dell'investigazione degli effetti della CP-violation.
I risultati dell'esperimento, condotto nell'acceleratore californiano Slac (Stanford Linear Accelerator Center), sono in via di pubblicazione sulla rivista Physical Review Letters.
Fonte: Physicists Discover New Particle: The Bottom-most "Bottomonium"
Oggi mi sono deciso a scrivere un articoletto che esce un po’ fuori dagli standard del mio blog e anche perch´ sono stufo di questo argomento (vedi titolo).
Sarà solo un grido nel mare sterminato di Internet, ma confidando nella potenza dei motori di ricerca, almeno a qualche lettore questo girdo arriverà
E’ da un bel po’ di giorni (per non dire settimane) che si legge in lungo e in largo per la Rete delle tariffe e dei costi eccessivamente alti legati a questo oggetto tecnologico sognato da un numero abbastanza elevato di “fonino-dipendenti“.
Ora io mi domando:
- E’ obbligatorio acquistarlo?
- Sarete degli essere inferiori se non sarà vostro?
Bene, fino a prova contraria non è stato emanato alcun decreto in proposito all’obbligo di acquisto di questo smartphone.
Deduco che vi sentite inferiori al mondo che la moda detta! La “Moda”, parola presa in prestito dalla Statistica e resa una delle più squallide della moderna società: “essere alla moda” equivale a sostituire una intera moltitudine di individui con un unica entità che li rappresenta.
Sono completamente contrario a certe regole spregiudicate del mercato moderno (ma secondo me anche del passato in altre forme) ma purtroppo esistono. Il consumatore da parte sua non è lasciato solo, “in balia delle onde”, ma un’arma ce l’ha, ed è proprio l’astensione all’acquisto. E’ un’arma lenta nel suo agire ma molto efficace. Sapete cosa succede a un’azienda che immette sul mercato un prodotto che nessuno compera?? Tante cose brutte!!!
Spero in una soluzione più popolare per questo inutile problema e confido in qualche altro buon calcolo economico da parte degli analisti delle aziende coinvolte in questa inutile questione, almeno così il web si ripulirà della marea di articoli a suo proposito… mi fermo qui perché mi sono stufato di ragionare su un argomento che sento lontano tanto quanto lo sono i confini dell’universo.
Un’altra delle limitazioni imposte allo sviluppo di pagine web indicizzabile facilmente dai motori di ricerca (Yahoo, Google) sta per cadere in disuso: l’indicizzazione dei contenuti all’intero dei file SWF ovvero delle pagine sviluppate con la tecnologia Flash.


Questo progetto permetterà di rendere molto più visibili milioni di applicazioni web prima negate ai motori di ricerca.
Adobe stà lavorando insieme a Google e Yahoo per fornire le teconologie necessarie da “decodificare” i file SWF e quindi accedere ai dati in esso contenuto.
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