L’universo che cambia: Collisione Galattica
Grazie alle fotografie dal telescopio della Nasa Chandra, che sonda l’Universo nella banda dei raggi X, al telescopio spaziale Hubble e a quello terrestre Keck, che si trova sul Mauna Kea, nelle isole Hawaii, gli astronomi hanno potuto analizzare quello che fino ad oggi era noto come un sistema di galassie denominato MACSJ0717.5+3745, situato a 5.4 miliardi di anni luce dalla Terra.
4 diversi insiemi di galassie si stanno scontrando tra loro originando una triplice fusione, un fenomeno mai documentato prima. Ricordo che con la dicitura “ammasso di galassie” si intende un insieme di galassie (il cui numero può variare da poche unità a qualche migliaio) tenute assieme dalla forza di gravità esercitata reciprocamente.

Ben 4 diversi insiemi di galassie stanno scontrando l’uno contro l’altro originando una triplice fusione, un fenomeno mai documentato prima.
Le immagini ai raggi-X di MACSJ0717.5+3745 rivelano la presenza, su gran parte della sua estensione, di una elevata temperatura (nell’immagine è raffigurata con le aree azzurro-blu), che è la testimonianza dello scontro in atto tra le diverse galassie coinvolte.
Uno dei 4 ammassi è lungo ben 13 milioni di anni luce, ed è composto, oltre che da galassie, anche da enormi nubi di gas e “materia oscura”. L’ammasso più grande si sta dirigendo verso una regione altrettanto ricca di galassie.
L’uso simultaneo di telescopi che osservano le stesse aree del cielo a varie lunghezze d’onda ha reso possibile la ricostruzione dell’insieme delle strutture e dei fenomeni in atto. Il telescopio Hubble e il Keck infatti, hanno permesso di ottenere informazioni sulla densità delle galassie sulla linea di osservazione, ma non perpendicolarmente ad essa. Usando i raggi X raccolti da Chandra invece, si è riusciti ad ottenere anche questa informazione e quindi si è potuto ricostruire tridimensionalmente cosa sta avvenendo in quella porzione di universo.
“Senza questa sovrapposizione di informazioni sarebbe stato praticamente impossibile avere un’idea di come gli ammassi di galassie stanno interagendo tra loro, poiché il fenomeno avviene su scala di molti milioni di anni luce”
ha spiegato Harald Ebeling, coautore della ricerca che è stata pubblicata su Astrophysical Journal Letters.
Fonte: MACSJ0717.5+3745: Cosmic Heavyweights in Free-For-All











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