Uno di quegli avvenimenti curiosi del cosmo che capitano poche volte nel corso di una vita uamna è quello che sta per avvenire il prossimo 4 Settembre 2009: gli anelli di Saturno spariranno dalla vista sulla Terra.

Questo avvenimento accade ogni 14 o 15 anni (terrestri) quando gli anelli di Saturno si trovano esattamenti paralleli al piano di vista di un osservatore posto sulla Terra (in un qualunque luogo esso si trovi). Saturno impiega quasi 30 anni per completare un’orbita attorno al Sole e durante questo periodo per 15 anni circa dalla Terra è possibile osservare il suo Polo Nord e per altri 15 anni si può vedere il Polo Sud. Nel passaggio tra i 2 punti di vista accade questo fenomeno ottico di sparizione degli anelli.
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Il 19 Giugno 2009 scorso sono iniziati i primi test degli strumenti ottici, in particolare è stato attivato il PACS (Photoconductor Array Camera and Spectrometer) che ha poi inquadrato la galassia M51, la galassia vortice. Le immagini a 3 colori arrivate al centro di controllo dimostrano chiaramente al superiorità degli strumenti di Herschel, il telescopio spaziale operante nella banda dell’infrarosso mai costruito prima.

L’immagine qui sopra mostra la “galassia vortice” M51 osservata per la prima volta da Charles Messier nel 1773. La galassia si trova a circa 35 milioni di anni-luce da noi nella costellazione dei Cani da Caccia (Canes Venatici). Questa galassia è stata la prima ad essere stata scoperta ad avere la tipica struttura a spirale.
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Il 15 Giungo 2009 il nuovo telescopio spaziale dell’ESA ha finalmente eseguito la delicata operazione di apertura della copertura (in termini tecnici denominata cryocover) dei sensori ottici tramite i quali entro la fine dell’autunno entreranno nel vivo delle missioni scientifiche.
Il cryocover permetteva di mantenere gli apparati ottici in condizioni di vuoto spinto sia durante le ultime fasi dell’assemblaggio a Terra sia durante le prime orbite attorno al nostro pianeta. Inoltre permetteva di mantenere una temperatura estremamente bassa all’interno del volume racchiuso dal cryocover nel quale erano posizionati i delicati sensori.

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L’immagine oggetto di questo articolo mostra i resti anomali di una supernova cattuati dal telescopio spaziale Chandra. L’oggetto celeste prende il nome di SNR 0104-72.3 (SNR 0104 in breve) ed è localizzato nella Piccola Nube di Magellano, una delle galassie satellite della nostra Via Lattea (l’altra compagna e la Grande Nube di Magellano)
Gli astronomi ritengono che tali resti siano attribuibili ad una supernova di categoria Ia causati dall’esplosione termonucleare di una nana bianca.

L’immagine è una composizione di altre due foto. In tonalità viola ci sono i dati provenienti dal telescopio Chandra nella banda dei raggi-X, mentre nelle tonalità rosse e verdi ci sono i dati provenienti dal telescopio Spitzer nella banda dell’infrarosso.
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