La sonda dell’ESA orbitante attorno al “Pianeta Rosso” ha fotografato, verso la fine del 2008, zone molto interessanti dal punto di vista geologico del pianeta. Nelle foto ad alta risoluzione (15 metri per pixel) sono messi in evidenza conformazioni geologiche che rivelano un passato molto movimentato.
La regione in questione si trova vicino la Ma’adim Vallis, uno dei canyon più grandi di Marte.
Ma’adim Vallis è situata tra Hellas Planitia, una regione con alto numero di impatti di meteoriti, e la regione vulcanica di Tharsis, nella quale c’è il vulcano più alto del sistema solare. Il canyon è lungo 20Km e profondo 2Km ed è situato nell’emisfero Sud del pianeta.
La fase sperimentale è quasi conclusa. Per gli esperti, «Tornado», il primo esempio di eolico senza pale, tra qualche mesi potrà essere installato e funzionare perfettamente e diventare un’alternativa ai contestati “mulini” con le grandi pale che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori.
“Il principio fondamentale del Tornado Like – ha spiegato Cimini – sta nella sua composizione interna a vortice: questo permette di sfruttare la forza del vento anche minima (~2 metri al secondo), dal momento che i getti a vortice riescono a loro volta a formare una nuova classe di correnti in maniera continua consentendo dunque il funzionamento anche in assenza di vento”.
Alcuni giorni fa gli scienziati della NASA hanno confermato l’impatto avvenuto su Giove da parte di un oggetto massiccio. Tutto questo accade a 15 anni di distanza, tra il 16 e il 22 Luglio 1994, quando la cometa Shoemaker-Levy 9 precipitò sul pianeta.
La scoperta è stata resa possibile grazie alla segnalazione pervenuta dall’australiano Anthony Wesley, un astronomo dilettante. Dopo tale segnalazione gli scienziati hanno utilizzato il telescopio a infrarossi Infrared Telescope Facility posto sul ponte Mauna Kea, Hawaii per evidenziare l’impatto. Infatti nella zona interessata la temperatura è salita enormemente svelando un’area intensamente calda che invece alla luce visibile appare nera.
La zona di impatto si trova vicino al Polo Sud di Giove e nello spazio circostante il pianeta sono presenti detriti derivanti dall’impatto.
This image shows a large impact on Jupiter’s south polar region captured on July 20, 2009, by NASA’s Infrared Telescope Facility in Mauna Kea, Hawaii. Image credit: NASA/JPL/Infrared Telescope Facility Read more
Per chi come me non era ancora nato, vedere le immagini pubblicate dalla NASA in questi giorni è un’emozione grandissima!
La sonda LRO – Lunar Reconnaissance Orbiter – ha infatti da poco iniziato la scansione dell’intera superficie lunare e in queste settimane ha sorvolato quelle aree che esattamente 40 anni furono calpestate dai primi uomini sbarcati su di un altro corpo celeste: gli astronauti delle missioni Apollo. Le immagini mostrano in modo molto evidente, grazie anche alla posizione del Sole bassa sull’orizzonte lunare che genera ombre molto allungate, i moduli lunari di atterraggio.
Delle aree di “allunaggio” delle 6 missioni Apollo, per ora, l’LRO ne ha fotografate solo 5, rimane l’area in cui si è posato l’Apollo 12, si prevede che sarà sorvolata nelle prossime settimane.
All images credit: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University
Apollo 11 lunar module, Eagle. Larghezza immagine: 282 metri » Alta Risuluzione
Apollo 15 lunar module, Falcon. Larghezza immagine: 384 metri » Alta Risuluzione
La sonda Venus Express, in orbita attorno al pianeta Venere, ha completato alcuni mesi fa la mappatura dell’emisfero Sud del pianeta alla lunghezza d’onda dell’infrarosso. Tale mappatura ha rivelato come in un tempo molto lontano il pianeta Venere era molto più simile alla Terra, con un sistema di tettonica a placche, oceani e vulcani.
La mappatura dell’emisfero Sud è composta da un migliaio di immagini catturate tra Maggio 2006 e Dicembre 2007. A causa della spessa coltre di nubi che circondano l’intero pianeta la sua superficie è invisibile alla luce cosa che fortunatamente non si può dire se ci spsotiamo nell’infrarosso.
Interessantissimo video che mostra come potrebbe essere l’esperienza tecnologica quotidiana secondo le “previsioni” del colosso Microsoft.
C’è da notare come alcune delle tecnologie mostrate nel video sono gia in fase di sperimentazione come ad esempio gli schermi pieghevoli sottili come fogli di carta.
…certo è che il desktop cambietà radicalmente e in meglio!!!
Nella notte tra il 2 e il 3 Luglio la sonda spaziale Planck ha raggiunto e superato con successo l’ultimo step prima dell’inizio della missione vera e propria: lo studio della radiazione cosmica di fondo nella banda delle microonde (Cosmic Microwave Background – CMB).
Ora la sonda orbita attorno ad un particolare punto dello spazio noto come Secondo punto di Lagrange (L2) del sistema Terra-Sole.
I punti di Lagrange sono posizioni nello spazio, nell’ipotesi semplificativa in cui uno dei corpi abbia massa molto inferiore agli altri due, in cui le forze che agiscono sull’oggetto minore si bilanciano, creando una situazione di equilibrio.
Gli strumenti necessari ad eseguire tali studi hanno la praticolarità di dover essere raffreddati ad una temperatura molto vicina allo zero assoluto, infatti la loro temperatura operativa è di -273.05°C. A tale temperatura la sonda è diventato uno degli oggetti più freddi dell’universo conosciuto!!! Lo zero assoluto è infatti a -273.15°C e quindi la sonda si troa ad appena 0.1°C sopra tale valore teorico. Read more