Il linguaggio tattile Braille diventa digitale
Yosi-Bar Cohen, ricercatore senior presso il NASA’s Jet Propulsion Laboratory in California, ha avuto una brillante idea: dotare almeno una parte dei 314 milioni di persone non vedenti di tutto il mondo, di tecnologie alla loro portata, efficienti e soprattutto utili. Da qui l’inizio delle sperimentazioni nella realizzazione di dispositivi elettronici che utilizzano polimeri elettroattivi (EAP) noti anche come “muscoli artificiali” per realizzare dinamicamente le piccole protuberanze che compongono i caratteri del linguaggio Braille utili ai non vedenti.
Definito living Braille si tratta della versione digitale del linguaggio tattile su carta.
Il vantaggio offerto rispetto al tradizionale Braille cartaceo, e che i punti in rilievo nel digitale che hanno la facoltà di aggiornarsi progressivamente dando vita a nuovi contenuti e alla lettura veloce da parte del non vedente. Attualmente in circolazione esistono versioni di Braille digitale che si limitano a una sola riga di caratteri ma grazie all’utilizzo dei polimeri elettroattivi, ossia di materiali che riescono a muoversi se stimolati con impulsi elettrici, si stanno mettendo a punto dei prototipi che presentano una pagina intera composta da migliaia di punti in grado di eseguire frequenti update.
Alcune sperimentazioni sono in corso presso la Sungkyunkwan University, nella Corea del Sud e presso l’SRI di Menlo Park in California. I risultati di tanta ricerca verranno presentati da Bar-Cohen la prossima primavera durante la SPIE Conference 2010, l’incontro annuale della società internazionale di ottica e fotonica.

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categorie: Tecnologia
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