Svelate le batterie nucleari in miniatura
Alcuni scienziati sono riusciti a costruire una pila nucleare delle dimensioni di una piccola moneta americana: il penny, che produce energia elettrica dal decadimento di isotopi radioattivi.
Il decadimento delle sostanze radioattive genera particelle cariche che raccolte in modo appropriato possono generare una corrente elettrica. Batterie Nucleari sono gia in uso alle forze armate e nelle applicazioni aerospaziali ma hanno l’inconveniente di essere molto grandi.
Il team dell’Università del Missouri che sta lavorando a questo progetto sostiene che una batteria nucleare può contenere una quantità di carica 1 milione di vole superiore alle normali pile (di pari dimensioni).
Lo sviluppo di questa batteria è un tentativo di ridurre le dimensioni delle pile nucleari oggi gia esistenti con lo scopo di poterle fornire a quelle apparecchiature di per sè piccole che servirebbero a poco se dotate di pile enormi! (apparecchiature denominate micro- e nano-electromechanical systems Mems e Nems).
Soluzione Liquida
Le pile nucleari sono un’attrattiva tecnologica per molte applicazioni in quanto l’energia derivante dal decadimento degli isotopi è un processo che dura moltissimi anni e che quindi può fornire altrettanta energia per un lungo periodo di tempo …si potrebbe quasi dire “una pila è per sempre”!
Priprio a causa della loro durata sono state utilizzate per prima nelle missioni satellitari delle sonde interplanetarie, ma qui sulla Terra il discorso cambia a causa delle dimensioni.
Il team dell’Università del Missouri, capeggiato da Jae Wan Kwon, ha sviluppato un nuovo processo, che fa uso di un liquido semiconduttore, per catturare ed utilizzare le particelle del decadimento atomico.
Molte tipologie di pile utilizzano un semiconduttore solido per catturare le particelle, ma quelle dotate di elevata energia con il passare del tempo distruggono il semiconduttore riducendo quindi la vita della pila.
Questo implica che per avere una pila che duri molto tempo deve avere un involucro spesso e quindi il sistema diventa grande e pesante.
La soluzione sviluppata con il semiconduttore liquido invece non soffre di questa usura e quindi la strada per le pile atomiche in miniatura promette di dare ottimi risultati.
Sebbene l’idea di usare pile nucleari nella vita di tutti i giorni mette paura, il dispositivo in condizioni normali è del tutto innocuo, vista anche la piccola quantità di materiale radioattivo utilizzato.
Inoltre, e ben pochi lo sanno, dispositivi del genere sono gia di uso comune nei pacemakers nei satelliti e nei sistemi sottomarini.
Fonte: Tiny ‘nuclear batteries’ unveiled











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