Vista l’immagine senza alcuna descrizione può sembrare un disegno di fantascenza, un UFO e a qualcuno appassionato di film fantascientifici potrebbe ricordare la navicella robotica. Niente di tutto questo! Si tratta di un “manufatto” dell’intelletto umano! Il suo nome è HTV-2, ovvero, Falcon Hypersonic Technology Vehicle 2 ed è un aliante militare senza pilota progettato per il volo nella parte alta dell’atmosfera terrestre e capace di raggiungere l’incredibile velocità di Mach 20.

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La crescente potenza dei telescopi moderni permette agli astronomi di scoprire oggetti sempre più deboli e in un certo senso “più strani”. E’ il caso infatti della scoperta a cui mi accingo a descrivervi: la scoperta un un pianeta orbitante attorno ad una nana bruna. La massa del pianeta è stimata tra 5 e 10 volte quella di Giove. Inoltre si è calcolato che tale pianeta si sia formato con la stessa veocità della nana bruna, ovvero, in meno di 1 milione di anni che, secondo alcune teorie di formazione dei pianeti, è un tempo troppo breve.
La scoperta si deve a Kamen Todorov della Penn State University che ha utilizzato sia l’Hubble Space Telescope sia il Gemini Observatory. Il campione di studio era composto da 32 giovani nane brune situate tutte nella regione di formazione stellare situata nella costellazione del Toro.
Le nane brune sono oggetti con una massa di circa 10 volte quella di Giove ma troppo piccola per poter innescare e sostenere le reazioni termo-nucleari tipiche delle stelle.

Rappresentazione 3D del sistema 2M J044144: a sinistra abbiamo la nana bruna con una massa 20 volte quella di Giove, a sinistra troviamo il pianeta con una massa 7 volte quella di Giove
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Buon Compleanno Hubble!

Era il 24 Aprile 1990 quando la missione numero 31 dello shuttle Discovery iniziò. In quella missione lo shuttle trasportava un prezioso carico: il primo telescopio spaziale della storia umana, il telescopio spaziale Hubble (noto anche con il nome di HST – Hubble Space Telescope). Il nome dato in omaggio al famoso astronomo che per primo scoprì l’espansione dell’universo sudiando il red-shift delle galassie lontane.
In orbita a oltre 600 Km di altezza e lontano da qualunque disturbo causato dalla preziosa atmosfera terrestre, ha da subito rivoluzionato le scienze astronomiche da quelle planetarie fino alla cosmologia.
Gli sforzi ed investimenti dedicati attorno al progetto di sviluppo e mantenimento di Hubble sono stati ripagati negli anni con l’importanza delle sue scoperte.
Ricordo ancora come fosse stato ieri, ma era il 1995, quando arrivaro a terra (e quindi pubblicate dai siti specializzati e dai telegiornali di tutto il mondo) le prime immagini de “I pilastri della creazione”, ovvero l’immagine dei dettagli di 3 enormi colonne di gas dalle quali nuove stelle stavano nascendo:

I dettagli si riferiscono alla zona centrale della Nebulosa Aquila (nota anche come M16 o NGC 6611) visibile nella costellazione della Coda del Serpente:

Era invece il Luglio 1994 quando Hubble immortalò un altro evento mai osservato prima: l’impatto dei frammenti della cometa Shoemaker-Levy su Giove. Due mesi prima di tale evento (il 17 Maggio 1994) Hubble fotografò i frammenti della comenta in quest’altra famosa immagine:

nella quale si vedono allineati tutti i 21 frammenti della cometa, distribuiti in uno spazio di 1.1 milioni di Km
I frammenti di tale cometa caddero sul pianeta come un vero è proprio borbandamento tra il 16 e il 22 Luglio 1994. Nella foto scattata da Hubble si vedono su Giove le macchie nere lasciate dagli impatti dei vari frammenti:

Oggi l’Hubble Space Telescope celebra i suoi 20 anni con quest’ultima immagine proveniente dalla Nebulosa della Carena, una regione ad alto tasso di formazione stellare nella costellazione della Carena dell’emisfero australe, simile a quella dell’Aquila:

Il kanji che impareremo oggi è 映 che esprime i concetti di “riflessione”, “proiezione”, “essere proiettato su uno schermo”. Proprio da quest’ultimo concetto possiamo facilmente imparare anche il comunisimo vocabolo 映画 (えいが) che significa “film”, “movie” e infatti letteralmente potremmo tradrulo con “immagine proiettata”!!!

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Quasi una settimana fa il nostro Sole ha dato spettacolo di se! In meno di 24 ore è infatti avvenuta una delle eruzioni solari con conseguente formazione della protuberanza di gas incandescenti più grande della storia dello studio del Sole. La scia di gas diventa un arco con gli estremi che toccano la superficie del Sole in quanto il gas fortemente ionizzato segue le linee di forza del campo magnetico solare.
Erano quasi le 22:30 UTC del 12 Aprile 2010, quando il satellite STEREO (Solar TErrestrial RElations Observatory) ha iniziato a registrare l’evento durato fino alle 17:30 UTC del 13 Aprile 2010. Le immagini pubblicate sono nella banda dell’ultravioletto. La protuberanza è tra le più grandi registrate sia dal satellite STEREO sia da SOHO (Solar & Heliospheric Observatory), entrambi in orbita attorno al Sole e alo studio della nostra stella. Nonostante i molti studi che si stanno portando avanti da anni, il meccanismo secondo cui si formano le protuberanze non è ancora chiaro.
La lunghezza dell’arco di gas è enorme, paragonabile al diametro del nostro Sole ed uno spessore tale da includere diverse volte il nostro pianeta.

Questa eruzione è stata del tutto inattesa visto il periodo di quiete che il Sole sta attraversando. Con questa eruzione si è successivamente proiettato nel Sistema Solare una consistente quantità di gas attraverso il processo denominato CME (Coronal Mass Ejection) visibile in quest’altra piccola animazione:

Sul sito della NASA è stato pubblicato anche il video di tutto l’evento scaricabile liberamente in formato .MOV (Quicktime)
Il kanji che impareremo oggi esprime diversi concetti ma tutti legati da una concetto più astratto in comune. Infatti, come da titolo, 写 esprime il concetto di “copiare”, “descrivere”, “essere fotografato” hanno tutti in comune il concetto base della “copia”, ad esempio una “foto” può essere vista come
“una copia della realtà”. Ed infatti a quest’ultimo concetto è strettamente legato il significato del termine 写真 (しゃしん) dove 真 esprime il concetto di “realtà”, “vero” e quindi prendendo “alla lettera” 写真 abbiamo “copia (della) realtà”!!!

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E’ stata pubblicata qualche ora l’imagine satellitare dell’eruzione vulcanica che in queste ore sta paralizzando gli aeroeporti di mezza Europa, a partire da quelli inglesi e dell’Islanda.
La nube di polveri è stata fotografata con la fotocamera MODIS del satellite della NASA Terra.
Come possiamo ben osservare al momento in cui l’immagine è stata scattata (11:35 UTC del 15 Aprile 2010.) la nube si estende dall’Islanda fino alle coste della Scozia e della Norvegia.
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Il kanji che impareremo oggi è 歌 che esprime il concetto di “canzone” è del verbo “cantare.” Visto l’uso comune hce si fa di questo verbo/sostantivo è molto utile saperne il significato e imparare anche i vocaboli ad esso correlati, come ad esempio “cantante”, “canzone preferita”, ecc.

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Per la prima volta nello studio del pianeta Venere si è potuto osservare il chiaro segno di una recente colata lavica sulla sua superficie. La colata si stima sia avvenuta tra poche migliaia di anni fa e 2.5 milioni di anni fa e questo suggerisce come il pianeta potrebbe essere ancora geologicamente attivo, annoverando così Venere tra i pochi corpi del Sistema Solare ad essere attivi geologicamente parlando.
Le tracce dell’attività vulcanica sono state scoperte durante la missione Venus Express dell’ESA (European Space Agency) la quale è in orbita attorno a Venere dall’Aprile del 2006 (ad oggi, esattamente 4 anni). I risultati scientifici poggiano sui rilievi topografici eseguiti della sonda della NASA Magellano (in orbita dal 1990 al 1994), la quale ha mappato il 98% della superficie di Venere oltre ad aver creato una mappa ad alta risoluzione della forza di gravità del pianeta.
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Il file di installazione di WebSphere per linux è della versione 6.1.
Attualmente è in commercio la versione 7 la quale non presenta le problematiche descritte in questo articolo, tuttavia, per ragioni diverse e che non dipendono da voi, potreste trovarvi a dover lavorare con questa versione. Per uno studio sul vostro PC e con un ambiente simile a quello sul quale lavorate potrebbe essere utile avere questa piccola procedura o “note di installazione”.
La procedura descritta è valida anche per le distribuzioni di Fedora precedenti la 12.
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