Scoperto pianeta in orbita attorno a una Nana Bruna

By admin on aprile 27, 2010

La crescente potenza dei telescopi moderni permette agli astronomi di scoprire oggetti sempre più deboli e in un certo senso “più strani”. E’ il caso infatti della scoperta a cui mi accingo a descrivervi: la scoperta un un pianeta orbitante attorno ad una nana bruna. La massa del pianeta è stimata tra 5 e 10 volte quella di Giove. Inoltre si è calcolato che tale pianeta si sia formato con la stessa veocità della nana bruna, ovvero, in meno di 1 milione di anni che, secondo alcune teorie di formazione dei pianeti, è un tempo troppo breve.

La scoperta si deve a Kamen Todorov della Penn State University che ha utilizzato sia l’Hubble Space Telescope sia il Gemini Observatory. Il campione di studio era composto da 32 giovani nane brune situate tutte nella regione di formazione stellare situata nella costellazione del Toro.
Le nane brune sono oggetti con una massa di circa 10 volte quella di Giove ma troppo piccola per poter innescare e sostenere le reazioni termo-nucleari tipiche delle stelle.

3D nana bruna
Rappresentazione 3D del sistema 2M J044144: a sinistra abbiamo la nana bruna con una massa 20 volte quella di Giove, a sinistra troviamo il pianeta con una massa 7 volte quella di Giove

La nana bruna in esame e il suo pianeta si trovano a 3.6 miliardi di Km di distanza l’uno dall’altro (la distanza è quasi a metà strada tra l’orbita di Saturno e Urano dal Sole).

La formazione di questi due oggetti può essere spiegata in 3 modi: la polvere e i detriti orbitanti attorno alla stella (la nana bruna) si sono agglomerati fino a formare un pianeta roccioso con una massa 10 volte quella della Terra e in seguito ha attratto a se una enorme quantità di gas fino a formare l’apparente pianeta gassoso; una gra quantità di gas nel disco di polveri attorno alla stella è collassato fino a formare un pianeta gassoso gigante; infine il pianeta invece di essersi formato dal disco di polveri attorno alla stella si è formato in modo simile alla stella stessa a seguito di un collasso gravitazionale in un altra zona della nube originaria.

Se quest’ultimo scenario è corretto allora la scoperta potrebbe dimostrare come i pianeti possono formarsi con gli stessi meccanismi di formazione delle stelle. Questa soluzione ha a suo favore il fatto che il compagno della nana bruna ha la sua stessa età e questo non è in accordo con le leggi di formazione planetaria del primo scenario, invece nel secondo meccanismo la crescita è molto veloce ma nel disco di accrescimento probabilmente non c’è materia a sufficenza a formare un corpo con una massa 5-10 volte quella di Giove.

Fonte: Small Companion to Brown Dwarf