Iniziati i lavori per l’ultima missione dello Shuttle
Lo scorso 25 Giugno 2010 l’azienda che costruisce il famoso serbatoio esterno al quale è agganciato lo Shuttle ne ha rilasciato quello che segna la fine delle sue missioni spaziali. Il serbatoio, con la sigla ET-138 (ET: External Tank), dopo un viaggio di trasferimento di 900 miglia marine giungerà in Florida al Kennedy Space Center dove sarà successivamente preparato per la STS-134 ovvero la 134° missione dello Shuttle programmata per la metà di Novembre: l’ultima.

Il grande serbatoio contiene il propellente usato dallo Shuttle durante il decollo e nella fase di ingresso in orbita. Oltre alla sua funzione primaria, il serbatoio è anche lo scheletro, la struttura portante di tutto il complesso del velivolo: l’ET tiene agganciati a se sia lo Shuttle sia i Boosters, inolte, viste le sollecitazioni a cui è sottoposto, è l’unico componente a non essere riutilizzato. Circa 8.5 minuti dopo il lancio, il serbatoio viene sganciato e fatto ricadere nell’oceano.

Alto 47 metri e con un diametro di 8.4 metri, durante il volo assorbe l’incredibile spinta dei motori di quasi 3500 tonnellate. Internamente contiene 2 serbatoi, uno di 174000 litri di ossigeno liquido e l’altro di 468000 litri di idrogeno liquido. Infine nel serbatoio trova posto il collettore che mescola i due liquidi e li fornisce ai motori dello shuttle. Nella parte alta trovano posto le strumentazioni di controllo.

Trasporto in mare dell’External Tank












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