Archivio del agosto, 2010

Kanji 駅 – Stazione ferroviaria

By admin on agosto 29, 2010

Il kanji di oggi, , esprime un unico significato che è quello di “stazione” (ferroviaria) e tutti i termini che esso compone hanno a che fare con il mondo delle ferrovie. Ad esempio il termine per indicare il tipo di treno che si ferma in ogni stazione lungo il suo percorso, che qui in Italia indichiamo con “treno locale“, è 各駅停車 (かくえきていしゃ)che presi in sequenza i kanji si traducono in “ogni-stazione-ferma-treno” ovvero “treno che ferma in ogni stazione“.

kanji eki stazione
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La sonda Kepler scopre 2 pianeti in transito davanti alla stessa stella

By admin on agosto 27, 2010

Sembra prorpio che la scoperta dei pianeti extrasolari (o esopianeti) stia esplodendo! L’ultima notizia proviene dalla sonda Kepler della NASA, la quale ha individuato e confermato al 100% l’esistenza di due pianeti orbitanti attorno al medesimo sole. Questa scoperta è stata possibile grazie al simultaneo transito davanti alla stella dei suoi due pianeti.
La stella che la sonda stava osservando è simile al nostro Sole ed è denominata Kepler-9, mentre i due pianeti sono stati denominati Kepler-9b e Kepler-9c. Questa scoperta va inserita in un programma di ricerca di pianeti di massa e dimensione simile a quelli della Terra ed ha richiesto l’analisi in 7 mesi di oltre 156’000 stelle

solar sistem Kepler-9
Image credit: NASA/Ames/JPL-Caltech
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Nuove foto e video amatoriali: Luna e Giove

By admin on agosto 26, 2010

Ieri sera mi sono divertito per l’ennesima volta a osservare la Luna (quasi piena) e Giove. Tutto è iniziato con l’intento di osservare la Galassia di Andromeda. La serata purtroppo non era delle migliori, a causa del bagliore della Luna, per l’osservazione di un oggetto celeste così debole per i mezzi amatoriali di cui dispongo. Tuttavia sono riuscito a trovarla tenendo conto che il mio telescopio non è motorizzato e quindi …tutto è lasciato alla bravura dell’osservatore!!
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Il Sistema Solare è più vecchio di quanto si pensava prima

By admin on agosto 22, 2010

Il nostro Sistema Solare potrebbe essere quasi 2 milioni di anni più vecchio di quanto si pensava prima, lo rivela uno studio recente pubblicato Domenica dal Nature Geoscience.

Questa sensazionale rivelazione fonda le sue basi in un meteorite di 1.49 Kg, trovato nel deserto del Marocco nel 2004, che contiene un minerale arcaico, il quale risulta essere il più vecchio minerale solido formatosi dopo la nascita del Sistema Solare.
L’analisi dei principali isotopi suggerisce che il meteorite si sia formato 4.45682 miliadri di anni fa, rendendo tale meteorite l’oggetto più vecchio mai trovato. Conseguenza di questo ritrovamento e che il Sistema Solare ha un’età che va dai 300’000 agli 1.9 milioni di anni in più.

Per maggiori informazioni: Bouvier, A. & Wadhwa, M. Nature Geosci. advance online publication doi:10.1038/NGEO941 (2010).

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La sonda LRO rivela movimenti tettonici sulla Luna

By admin on agosto 20, 2010

Dalle analisi dei dirupi sulla superficie della Luna fotografati dalla sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA) hanno messo in evidenza come il recente passato geologico della Luna sia stato molto attivo. Le analisi hanno dimostrato come la Luna si sia contratta in alcune zone.

Le recenti teorie sulla formazione del nostro satellite naturale la collocano in un ambiente caotico soggetto a intensi bombardamenti da parte di eteoriti e asteroidi di diversa grandezza. A causa di queste collisioni e del decadimento degli elementi radioattivi, la Luna divenne presto molto calda. Con il passare dei millenni la Luna si raffreddò e durante questo periodo gli scienziati hanno a lungo supposto una sua contrazione in particolare nei primissimi millenni del lento raffreddamento.
Le nuove ricerche condotte in questi anni hanno messo in evidenza però che questa contrazione è continuata fin quasi ai giorni nostri a causa del lento raffreddamento della parte più interna.

attività geologiche luna

E’ stata fatta una stima sull’età della formazione di questi dirupi: nati meno di un miliardo di anni fa la cui ultima conformazione risale a circa 100 milioni di anni fa. In base alla dimensione verticale del dirupo si è stimata una contrazione della superficie lunare di circa 91 metri.

attività geologiche luna

Tutte le scarpate di questo tipo presenti sulla luna sono relativamente piccole, la più grande è quella menzionata sopra che oltre a essere alta 91 metri è lunga diversi chilometri. Le altre invece sono molto più piccole ma anno una caratteristica ancora più interessante: sono giovani. Infatti è possibile osservare come alcuni crateri sono stati tagliati a metà dal movimento tettonico coinvolto.

attività geologiche luna

A questa conclusione si arriva con una semplice constatazione: sulla Luna è assente il fenomeno dell’erosione e inoltre la Luna è soggetta a un costante bombardamento meteoritico che distrugge i precedenti crateri quindi i crateri attraversati dal dirupo sono di recente (in termini geologici) formazione. E quindi per conseguenza diretta il dirupo per tagliare un cratere deve essersi formato dopo la formazione del cratere stesso.

attività geologiche luna

Questo genere di solchi sulla superficie lunare furono scoperti e fotografati per la prima volta durante le missioni Apollo 15, 16 e 17. Tuttavia queste missioni avevano un’orbita approssimativamente equatoriale e sono state capaci di fotografare solo un 20% della superficie sottostante per cui gli studi non poterono approfondire la vera natura dei solchi e dirupi scoperti.
Ora grazie alla sonda LRO sono stati individuati ben altri 14 segni della contrazione lunare alle alte latitudini (60° e oltre). Questo ha confermato che sono un fenomeno globale al satellite e non localizzato nella sola fascia equatoriale come si era creduto negli anni successivi alla loro scoperta.

Infine, questo fenomeno della contrazione e dei solchi che ne derivano sono stati trovati anche su altri pianeti del sistema solare tra cui Mercurio con l’unica differenza che qui sono alti anche 2 chilometri e perdorrono la superficie per migliaia di chilometri e questo fa credere che Mercurio fosse completamente infuocato per parecchi milioni di anni dopo la sua formazione. Il successivo processo di raffreddamento di larga scala ha generato contrazioni di elevata entità i cui segni sono stati fotografati nelle ultime missioni delle sonde in orbita attorno a Mercurio.

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Password in pericolo a causa della potenza delle schede video

By admin on agosto 11, 2010

Qualcuno lo ha definito rivoluzionario: la potenza di calcolo di un supercomputer sulla scrivania di casa. Quasta nuova cartteristica dei computer domestici prende forma in un particolare componente hardware: la GPU, Graphics Processing Unit, ovvero la scheda video dal costo di poche centinaia di euro.

I ricercatori della Georgia Tech Research Institute (GTRI) sono allo studio di come questa nuova potenza di calcolo può compromettere i sistemi di sicurezza. In particolare si sta studiando come può essere compromesso il sistema di sicurezza delle password, una parte molto critica dell’infrastruttura di sicurezza di un qualunque sistema informatico.

Usando schede video (di fascia alta, ovvero con costo e potenza più elevati) attualmente in commercio il verdetto finale è: le password di 7 caratteri sono inadeguate per proteggere i propri dati e aree riservate. Come se non bastasse la potenza delle schede video è in costante crescita, per cui presto saranno vulnerabili anche quelle di 8 caratteri.

Progettate per elaborare l’enorme mole di dati richiesti dai giochi 3D di ultima generazione le GPU top di gamma attualmente in commercio hanno una potenza di calcolo vicina ai 2 Teraflops (2000 miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo). Per rendersi conto di quale potenza si sta descrivendo, basti pensare con nel 2000 il computer più veloce al mondo (un insieme di macchine dal costo totale di 110 milioni di dollari) aveva una potenza di calcolo di poco superiore ai 7 teraflops.

In un certo senso si può dire che le moderne schede video e in particolare le GPU, sono così potenti perche sono progettate imitando l’architettura dei supercomputer del passato con la sostanziale differenza di essere grandi come una moneta da 10 centesimi di euro!
Nel calcolo parallelo un problema viene suddiviso in problemi più piccoli assegnati poi a unità di calcolo distinte. Queste unità di calcolo prendono il nome di Core. Ad ogni core vengono quindi assegnati parti più piccole dello stesso problema iniziale e quindi il lavoro simultaneo dei diversi core concorre alla risoluzione in pochissimo tempo del complesso problema iniziale.

Fino a pochi anni fa le GPU multi-core (prodotte principalmente da Nvidia Corp e AMD-ATI) erano destinate a lavorare su problemi di grafica e tutto ciò che andava oltre tale compito era difficilissimo da sviluppare: ogni problema doveva essere ricondotto a un problema di grafica e quindi risolto. Questa operazione è molto difficile se non addirittura impossibile.
Lo scenario è radicalmente cambiato nel Febbraio 2007 quando Nvidia a rilasciato un importante SDK (software-development kit) che consentiva ai programmatori di sviluppare direttamente sulla GPU utilizzando il noto linguaggio C. Dopo questo rilasci l’interesse mondiale per questi componenti hardware è esploso: “se sai scrivere un programma in C adesso sai programmare la GPU!”

Questa nuova capacità di sviluppo mette nelle mani di molte persone strumenti hardware e software prima accessibili solo investendo ingenti somme di denaro. Questa condizione potrebbe minacciare la sicurezza delle password perché, applicando quello che gli esperti di sicurezza chiamano “attacco a forza bruta” o “brute forcing”, si può arrivare a scoprire una password in pochi giorni se non addirittura poche ore!

Il brute forcing è una tecnica di attacco estremamente semplice, consiste nel tentare di scoprire la password provando una dopo l’altra tutte le possibili combinazioni di caratteri. Tale tecnica applicata a un dizionario di comuni password (ad esempio “admin“, “password“, “123456“, “pippo“, ecc.) permette di scoprire la propria password in brevissimo tempo.
Chi esegue un attacco basa la propria ricerca sul fatto che molte persone usano solo caratteri minuscoli, date di nascita e, quando la persona da attaccare è conosciuta, sostantivi e nomi della vita di quella persona!!!!

Il maggiore punto forza in nostro possesso per la realizzazione di password “più sicure” è quello di usare più caratteri. Infatti con una tastiera di 95 caratteri utilizzabili, ogni caratteri in più che usiamo, fa crescere di un fattore 95 la complessità della password.
Ad esempio se usiamo solo numeri per la nostra password, come può essere la data di nascita, abbiamo le seguenti combinazioni:

  • con 1 carattere ho 10 possibili scelte,
  • con 2 caratteri ho 10 x 10 = 100 scelte,
  • con 3 caratteri ho 10 x 10 x 10 = 1’000 scelte,
  • con 7 caratteri ho 10 x 10 x 10 x 10 x 10 x 10 x 10 = 10’000’000 scelte.

Se il mio PC è in grado di processare 1 miliardo di password al secondo, in poco meno di un secondo si riesce a scoprire la password di 7 caratteri!!!
Infine se usiamo una sequenza dell’insieme dei possibili 95 simboli della tastiera, abbiamo:

  • con 1 carattere ho 95 possibili scelte,
  • con 2 caratteri ho 95 x 95 = 9’025 scelte,
  • con 3 caratteri ho 95 x 95 x 95 = 857’375 scelte,
  • con 7 caratteri ho 95 x 95 x 95 x 95 x 95 x 95 x 95 = 69’833’729’609’375 scelte.

Usando i numeri di questo esempio se il mio PC è in grado di processare 1 miliardo di password al secondo, in poco meno di un giorno si riesce a scoprire la password di 7 caratteri!!!

Se vogliamo incrementare la sicurezza della nostra password oltre che sulla lunghezza dobbiamo agire sull’insieme di simboli usati. In pratica creare una password che contiene lettere maiuscole (‘A’,…,’Z'), minuscole (‘a’,…,’z'), numeri (’0′,…,’9′) e simboli (come ad esempio ‘!’, ‘$’, ‘%’, ‘£’, ‘@’, ecc.) la rende difficilmente attaccabile.
Si potrebbe obiettare dicendo che una password come questa “h4jl32!hg6%)H£GDJG@@” è di difficile memorizzazione! Avete ragione! Tuttavia per usare tanti caratteri come password possiamo scegliere invece che una parola, una frase! Ad esempio “Questa è la mia 1a password!” potrebbe essere un buon esempio di password: lunga, con numeri e simboli compresi gli “spazi”. L’ordine di grandezza dei tentativi necessari per arrivare a scoprire questa password è di 9528 = 2,378 x 1055.
Ovviamente se poi lasciamo un bel bigliettino attaccato al monitor con su scritta la password come promemoria …bhé,… che dire….!

Chi cerca metodi per aumentare la sicurezza dei propri sistemi usa anche altre tecniche più o meno complesse come ad esempio bloccare l’account al terzo tentativo errato; non accettare tentativi di login che distano nel tempo meno di 2 secondi, non accettare più login che provengono da uno stesso indirizzo IP dopo un certo numero di tentativi, scadenza della password ogni mese/settimana o per certi servizi bancari ogni 3 ore, ecc.
In pratica tutte queste tecniche fanno crollare il numero di tentativi possibili al secondo.
Il discorso cambia radicalmente se vogliamo trovare la password per decifrare un documento protetto nel qual caso molte delle tecniche sopra menzionate non sono applicabili e “la forza bruta” può vincere la battaglia in pochissimo tempo!

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Marte: acqua pura alle basse latitudini

By admin on agosto 9, 2010

Le recenti immagini della sonda Mars Reconnaissance Orbiter ottenute per mezzo della HiRISE Camera hanno messo in chiara evidenza la presenza di acqua sotto la superficie di Marte anche a latitudini vicino l’equatore.

ghiaccio marte
Immagine scattata dall’MRO, cratere di 6 metri di diametro fotografato il 18 Ottobre 2008 (sinistra) e il 14 Gennaio 2009 (destra). Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona

Come tutti ormai sappiamo, la sonda Phoenix, in esplorazione alla alte latitudini sul suolo di Marte ha fotografato e analizzato l’acqua presente sotto forma di ghiaccio appena sotto la superficie. La notizia straordinaria è invece quella divulgata in questi giorni che dimostra, con una serie di immgini di ottima qualità, la presenza di acqua (sempre in forma di ghiaccio) appena sotto la superficie a latitudini vicino l’equatore. Sorprendentemente il ghiacco scoperto potrebbe avere una purezza del 99%!
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Eruzione solare: nella notte tra il 3 e 4 Agosto grandi aurore boreali

By admin on agosto 3, 2010

Lo scorso 1 Agosto intorno alle 8:55 UT, SDO, il satellite in orbita intorno al Sole ha individuato una eruzione solare di classe C3.
L’eruzione ha avuto origine in una macchia solare non molto grande paragonata alle dimensioni del Sole ma per noi comuni mortali tale macchia ha un diametro pari a quello della Terra.

macchia solare
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WordPress: fine del supporto a PHP 4 e MySQL 4

By admin on agosto 1, 2010

Con l’uscita della versione 3.0 di WordPress si è delineato anche un nuovo futuro per una della piattaforme per blog più famosa al mondo: abbandono al supporto di versioni di PHP e MySQL ormai datate.
Il team di sviluppo e i coordinatori del progetto hanno infatti deciso che a partire dalla versione WordPress 3.2 (la cui uscita è prevista per la metà del 2011) non sarà più possibile installarlo su host che eseguono PHP in versione precedente alla 5.2. Quindi la versione 3.1 di WordPress (prevista per la fine di quest’anno) sarà l’ultima a supportare il PHP 4.
Stesso destino per il supporto a MySQL 4. La versione WordPress 3.2 supporterà una versione di database uguale o superiore a 5.0.15.

Per chi non ha esperienza nel recupero delle versioni di PHP e MySQL installati sui server del proprio host è stato messo a punto un plug-in per WordPress che ci fornisce tutte le informazioni necessarie sulle versioni in esame. Il plugin in questione (di facilissima installazione) si chiama Health Check ed è possibile scaricarlo al seguente link: http://wordpress.org/extend/plugins/health-check/

Per il mondo del WEB e della blogsfera questa decisione è stata presa anche da prodotti open-source alternativi a WordPress come Drupal e Joomla gia a partire da quest’anno. A prima vista potrebbe sembrare una dura scelta ma dalle statistiche in possesso dei team dei diversi progetti risulta che soltanto l’11% dei siti che utilizzano WordPress girano con una versione di PHP inferiore alla 5.2 e appena il 6% usa MySQL 4.

Fonte: PHP 4 and MySQL 4 End of Life Announcement

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