Sono passati ben 7 anni da quando il rover della NASA Opportunity ha iniziato una delle missioni più affascinanti dell’esplorazione spaziale: esplorare Marte come non era mai stato fatto prima.
Per celebrare il suo settimo anno su Marte il team che controlla il rover ha pubblicato la foto a dir poco spettacolare del Cratere Santa Maria, un cratere dal diametro di 90 metri.
La particolare condizione di luce presente in questo periodo su Marte, con il Sole basso sull’orizzonte, fa spiccare ben chiara l’ombra del rover. In questi 7 anni di attività, il rover ha percorso 26.7 Km. Dopo lo studio di questo cratere un lungo viaggio lo attende, infatti la prossima meta, che dista 6 Km dal cratere Santa Maria, è il grande cratere Endurance di ben 22 Km di diametro. Durante il viaggio verso Endurance, per un certo numero di giorni, le comunicazioni con il rover saranno un po’ difficoltose a causa dell’allineamento Marte-Sole-Terra ovvero del passaggio di Marte dietro al Sole in base alla visuale dalla Terra.
Foto ad Alta Risoluzione: Opportunity at Santa Maria Crater
Il satellite Kepler della NASA ha confermato la scopera del primo pianeta extrasolare roccioso. E’ stato denominato Kepler-10b ed ha un diametro 1.4 volte quella della Terra. La scoperta si basa su quasi 8 mesi di indagini tra Maggio 2009 e Jennaio 2010.
Grazie al fotometro dalla incredibile precisione, Kepler ha registrato le piccole diminuzioni di luminosità della stella attorno alla quale ruota Kepler-10b durante i passaggi di quest’ultimo difronte alla stella. Le dimensioni del pianeta possono essere dedotte in base alle periodiche diminuzioni di luce. La distanza del pianeta dalla stella è dedotta invece dall’arco di tempo che intercorre tra due massime diminuzioni.

Kepler è il primo satellite in grado di trovare pianeti grandi come la Terra o poco più situate nella ormai famosa “Zona Abitabile”. Purtroppo nel caso di Kepler-10b le condizioni di vita sono al 100% impossibili visto che si trova ad una distanza dalla sua stella 20 volte inferiore a quella di Mercurio e il suo anno dura appena 0.84 giorni terrestri!!!
La stella Kepler-10 è ben nota negli ambienti scientifici in quanto è stata la prima stella a indicare la possibile presenza di un pianeta in orbita attorno ad essa. Per questo motivo è stata studiata a fondo e se ne conosco nolte proprietà fisiche in particolare sulle sue oscillazioni di luminosità: gli starquake. Proprio grazie a queste oscillazioni si può affermare con certezza la presenza di un pianeta nelle sue vicinanze che ora è stato confermato da kepler.
La massa di Kepler-10b è circa 4.6 volte quella della Terra con una densità di 8.8 grammi per centimetro cubo ed ha per l’appunto una superficie solida.
Nel video che segue possiamo osservare una ricostruzione tridimensionale dell’ambiente ostile che molto probabilmente troveremmo su Kepler-10b, un pianeta letteralmente arso dal calore della sua stella madre:
Fonte: NASA’S Kepler Mission Discovers Its First Rocky Planet
Verso la fine del 2010 la NASA a stipulado tre contratti con importanti compagnie operanti nel settore aeronautico, la Lockheed Martin, la Northrop Grumman e la Boeing Company, per lo studio di concept avanzati di aerei di linea che potrebbero prendere il volo nel 2025.
Negli stessi giorni la NASA ha mostrato alcuni modelli da prendere come linee guida per quello che dovrà essere un possibile risultato finale.
Ogniuno dei modelli presentati è molto differente dall’altro ma tutti hanno alcuni obiettivi comuni: riduzione del rumore, riduzione del consumo e dell’inquinamento. Tutti gli obiettivi devono essere raggiunti allo stesso tempo per uno stesso modello e quindi saranno richieste tutte le più moderne tecnologie in campo aeronautico e non, molte delle quali molto probabilmente saranno inventate in questi anni di duri lavori.
Tra gli obiettivi da raggiungere ce ne sono molti che riguardano la sicurezza e la nuova gestione del traffico aereo.
Infine l’aereo finale dovrà avere una velocità pari all’85% della velocità del suono, avere una autonomia di 13000 Km e trasportare un carico misto di passeggeri e merci per un totale che va dalle 23 alle 45 tonnellate.
In questi anni, per raggiungere l’obiettivo di essere il vincitore, i 3 team dovranno esplorare nuove soluzioni, testare e simulare quelle scelte, adottare ed eliminare innovazioni e tecnologie.



Per decenni si è pensato che la Luna fosse un luogo arido e priva di un’atmosfera.

Queste assunzioni hanno subito delle modifiche dopo che la NASA, lo scorso anno, ha trovato significanti tracce di acqua nei crateri sempre in ombra.
Un gruppo di astrofisici della Wesleyan University nel Connecticut, ha analizzato i campioni di rocce lunari prelevati durante le missioni Apollo, in particolare si sono cercate le variazioni degli isotopi dell’idrogeno nel minerale noto come Apatite.
Le tracce lasciate in questo minerale indicano la provenienza dell’acqua in tre possibili sorgenti: dagli strati sottostanti la superficie della Luna, dai protoni del vento solare e infine dalle comete.
La misura degli isotopi nell’apatite è molto simile a quelle rilevate in tre comete ben conosciute: Hale-Bopp, Hyakutake e Halley.
Come è ben noto le comete sono descritte come grandi blocchi di ghiaccio (molto sporco) in orbita attorno al Sole.
In una teoria risalente agli anni ’70 (del secolo scorso!), la Luna si è formata da un frammento della Terra a seguito di un gigantesco impatto durante il periodo di formazione della Terra stessa ovvero ben 4.5 miliardi di anni fa.
Un significante apporto di acqua proveniente dalle comete si è poi susseguito dopo la formazione del satellite. Questo è quanto suggerisce il team di astrofisici.
Ovviamente anche la Terra è stata bombardata da queste comete che hanno portato così sia l’acqua sia gli elementi chimici che hanno dato il via allo sviluppo della vita, secondo alcune accreditate ipotesi di sviluppo.
L’articolo completo può essere letto sulla rivista online journal Nature Geoscience.
Il kanji di oggi, 弟, esprime il concetto di fratello minore, o in generale del fratello più giovane della famiglia. Questo kanji fa parte di un’ampia serie di kanji e termini per indicare i membri del nucleo familiare, alcuni dei quali potete trovarlo in La mia famiglia: 私の家族.
Ovviamente esistono molti termini che utlizzano questo kanji il cui significato non hanno nulla a che fare con i membri di una famiglia.
La lettura on-yomi (音読み) sono: テイ, ダイ, デ, mentre la lettura kun-yomi (訓読み) è おとうと.

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