Dopo 4 anni di studi sulle analisi condotte da Spirit, il rover della NASA su Marte, il risultato è stato unanime: in passato su Marte era presente acqua allo stato liquido. Gli indizi definitivi sono giunti dall’analisi di alcune rocce trovate lungo il cammino della sonda che affioravano della superficie. L’inizio delle analisi di queste rocce iniziò nel 2005 e da subito vennero rilevate alte concentrazioni di carbonati che possono formarsi solo in acqua, in condizioni di pH neutro, e che si disciolgono in acido. Questo indica come l’ambiente primitivo di Marte non era acido.
Tuttavia altre analisi di altre rocce ha messo in evidenza, oltre all’ambiente umido, anche un ambiente acido in cui lo sviluppo della vita è meno favorevole.
Analisi di laboratorio condotte qui sulla Terra hanno permesso di identificare i carbonati trovti su Marte e confermare la loro formazione in ambiente neutro il quale potrebbe aver permesso lo sviluppo di vita elementare in quel luogo ora deserto.
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Un altro kanji molto comune, che ritroviamo spesso nel linguaggio e situazioni più comuni è quelo che stiamo per imparare: 売, che come da titolo esprime il concetto di “vendere”. Come ovvio che sia, tutti i termini composti con il kanji 売 esprimono concetti legati al mondo della vendita e del commercio in genere.
La lettura on-yomi (音読み) è バイ, mentre quelle kun-yomi (訓読み) sono: う(る), う(れる).

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Tra meno di un mese entrerà l’estate e le parole più comunemente ascoltate saranno “Sole”, “mare” e “spiaggia”. Oggi impareremo prorpio il kanji usato per esprimere il concetto di “mare” e “oceano” che è 海. Così come bisogna fare attenzione quando ci troviamo in acqua a fare una nuotata, così bisogna fare attenzione a non confondere il kanji 海 con 毎 (まい) che esprime il concetto di “ogni”.

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Grandi notizie dai confini del Sistema Solare: gli ingegneri della NASA sono riusciti a riavviare il computer centrale della sonda Voyager 2 e fa ritornare operativi tutti i suoi strumenti.
Per tre settimane la sonda ha inviato a Terra informazioni scientifiche illeggibili a causa di una errata codifica dei dati. Un errore di un singolo bit di memoria, dopo una attività di ben 33 anni, è stata la causa dell’errata codifica dei dati. Con il reset generale della sonda il problema è stato perfettamente risolto e la sonda è tornata ad inviare dati perfettamente leggibili dai laboratori qui sulla Terra.

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Il pianeta extrasolare più caldo conosciuto, denominato WASP-12b, è anche il pianeta con la vita più breve. Grazie ad un nuovo strumento installato sull’Hubble Space Telescope, il Cosmic Origins Spectrograph (COS), si è scoperto che al pianeta restano circa 10 milioni di anni di vita in quanto la stella attorno alla quale orbita lo sta lentamente “divorando”.

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In un recente esperimento condotto in nelle università della Cina è stato ottenuto un importante passo avanti nella realizzazione di comunicazioni che usano il teletrasporto quantico come di principio di trasporto dell’informazione. E’ stata trasportata l’informazione quantica nello spazio libero tra due luoghi a 16 Km di distanza, molto di più delle poche centinaia di metri del precedente esperimento.

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Grazie all’utilizzo combinato dei telescopi Chandra (della NASA) e XMM-Newton (dell’ESA) è stata individuata nella banda ai raggi-x una regione a 400 milioni di anni luce dalla Terra che ha le sembianze di un muro di gas intergalattico e galassie. La regione è stata soprannominata Sculptor Wall. Nella rappresenzatione artistica che segue viene rappresentata la struttura individuata a muro con l’alone di gas intergalattico, denominato Warm Hot Intergalactic Medium (WHIM), colorato in blu. Questa scoperta è la prova più evidente che la “massa mancante” del vicino universo è localizzata in una enorme rete di gas intergalattico.

rappresentazione artistica: Sculptor Wall. Credits: Spectrum: NASA/CXC/Univ. of California Irvine/T. Fang Illustration: CXC/M. Weiss
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Pochi giorni fa è giunta la notizia che dai centri di controllo della NASA è partito un comando radio diretto verso i confini del nostro Sistema Solare e precisamente verso la famosa sonda spaziale Voyager 2. Il comando era quello di sospendere l’invio di qualunque informazione ad eccezione di quelle del suo stato di funzionamento.
Voyager 2 ha ormai 33 anni e si trova a 13.8 miliardi di Km dalla Terra, tuttavia il suo stato di salute è apparentemente buono in base ai dati ricevuti lo scorso 1 Maggio.
Il problema riscontrato dai tecnici della NASA è nel sistema di volo, il quale prima di inviare i dati via radio li formatta in una paticolare sequenza. Questa sequenza da alcuni giorni non è più rispettata e i dati non possono essere più decodificati.
Questa anomali è apparsa per la prima volta il 22 Aprile 2010. Da quel giorno i tecnici hanno lavorato per risolvere il problema e in seguito ai risultati ottenuti, il 30 Aprile 2010, hanno inviato delle correzioni.

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Vista l’immagine senza alcuna descrizione può sembrare un disegno di fantascenza, un UFO e a qualcuno appassionato di film fantascientifici potrebbe ricordare la navicella robotica. Niente di tutto questo! Si tratta di un “manufatto” dell’intelletto umano! Il suo nome è HTV-2, ovvero, Falcon Hypersonic Technology Vehicle 2 ed è un aliante militare senza pilota progettato per il volo nella parte alta dell’atmosfera terrestre e capace di raggiungere l’incredibile velocità di Mach 20.

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La crescente potenza dei telescopi moderni permette agli astronomi di scoprire oggetti sempre più deboli e in un certo senso “più strani”. E’ il caso infatti della scoperta a cui mi accingo a descrivervi: la scoperta un un pianeta orbitante attorno ad una nana bruna. La massa del pianeta è stimata tra 5 e 10 volte quella di Giove. Inoltre si è calcolato che tale pianeta si sia formato con la stessa veocità della nana bruna, ovvero, in meno di 1 milione di anni che, secondo alcune teorie di formazione dei pianeti, è un tempo troppo breve.
La scoperta si deve a Kamen Todorov della Penn State University che ha utilizzato sia l’Hubble Space Telescope sia il Gemini Observatory. Il campione di studio era composto da 32 giovani nane brune situate tutte nella regione di formazione stellare situata nella costellazione del Toro.
Le nane brune sono oggetti con una massa di circa 10 volte quella di Giove ma troppo piccola per poter innescare e sostenere le reazioni termo-nucleari tipiche delle stelle.

Rappresentazione 3D del sistema 2M J044144: a sinistra abbiamo la nana bruna con una massa 20 volte quella di Giove, a sinistra troviamo il pianeta con una massa 7 volte quella di Giove
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