Archivio della categoria 'Astronomia'

Titano cosmico: nuovo record di dimensione di una stella

By admin on luglio 25, 2010

Paul Crowther dell’Università di Sheffield insieme al suo team di ricercatori britannici hanno scoperto pochi giorni fa grazie all’utilizzo del Very Large Telescope e ai dati resi disponibili da Hubble la nuova stella più grande dell’universo conosciuto.
R136a1, questo il suo nome di catalogo è situata nella nebulosa della Tarantola, a circa 165.000 anni luce di distanza dalla Terra, attualmente ha una massa pari a 265 volte quella del Sole, ma alla sua nascita, che viene fatta risalire a circa un milione di anni fa, era ancora più grande: circa 320 masse solari e una temperatura superficiale di ben 7 volte più alta ovvero quasi 40000°C.

stella più massiccia
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Il soffio del Buco Nero

By admin on luglio 13, 2010

L’immagine qui sotto mostra un potente microquasar prodotto da un buco nero in una galassia situata a 12.7 milioni di anni luce da noi denominata NGC 7793. La parte più ampia dell’immagine è composta da un mix di dati provenienti dal Chandra X-ray Observatory (in rosso, verde e blu), dati ottici provenienti dal Very Large Telescope (in blu chiaro) ed infine dalla radiazione ottica emessa dall’idrogeno (“H-alpha“) forniti dal telescopio CTIO di 1.5-m.

buco nero NGC7793
Credits: X-ray (NASA/CXC/Univ of Strasbourg/M. Pakull et al); Optical (ESO/VLT/Univ of Strasbourg/M. Pakull et al); H-alpha (NOAO/AURA/NSF/CTIO 1.5m)
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Un pianeta gigante per Beta Pictoris

By admin on luglio 3, 2010

A soli 50 anni luce di distanza dalla Terra, nei primissimi anni ‘80 del secolo scorso la giovane stella Beta Pictoris (la seconda stalla più brillante della costellazione del Pittore) è diventata la più nota e importante stella del cielo. Sia i satelliti che gli osservatori a terra rilevarono attorno a questa stella la presenza di un disco di accrescimento planetario ricco di polveri e detriti. Il disco di accrescimento aveva ancherticolarità di presentare una zona interna priva di polveri dalle dimensioni simili a quella del nostro Sistema Solare (per la precisione di dimensioni simili a quelle dell’orbita di Saturno). Questa era una prova indiretta della possibile presenza di pianeti in formazione.
Successive osservazioni nell’infrarosso condotte dall’European Southern Observatory rilevarono, nella zona priva di ploveri, la presenza di un corpo che emanava radiazione infrarossa. Quel corpo è stato confermato ai giorni nostri essere un pianeta gigante gassoso.

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Venere: un pianeta un tempo abitabile?

By admin on giugno 24, 2010

La ormai famosa sonda dell’ESA, la Venus Express, in queste settimane sta aiutando gli scienziati a investigare il lontano passato di Venere, in particolare se un tempo (ormai lontanissimo nel tempo), il pianeta aveva oceani simili a quelli presenti sulla Terra.
Ai giorni nostri la Terra e Venere sono due mondi totalmente diversi. La Terra è un pianeta “vivo”, un paradiso rigoglioso e ricco di forme di vita e con temperature che permettono l’esenza di tutti gli stati dell’acqua: solida, liquida e gassosa. Al contrario Venere è un vero inferno con temperature al suolo che mediamente superano i 460°C (più di un forno da cucina!) e una pressione 92 volte quella della Terra.

sonda esa venus express
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Beta Pictoris: le prime immagini di un pianeta extrasolare in movimento

By admin on giugno 12, 2010

Una nuova notizia sta affascinando gli appassionati di astronomia e non, è infatti stato fotografato e filmato per la prima volta un pianeta esterno al Sistema Solare nel suo transito davanti la stella madre nota con il nome di Beta Pictoris. Il pianeta in questione si chiama Beta Pictoris b ed è un pianeta gassoso che dista dalla sua stella circa 15 volte la distanza che separa Sole e Terra (in pratica si trova ad una distanza simile a quella di Saturno dal Sole), la sua massa è circa 9 volte quella di Giove.
Per quanto riguarda la stella madre, quest’ultima è invece una stella con una massa pari al 75% di quella del nostro Sole ma a differenza di quest’ultimo che ha un’età di circa 5 miliardi di anni, Beta Pictoris ha un’eta di appena 12 milioni di anni, in pratica, su scala astronomica, è appena nata!

Beta Pictoris
Credit: ESO/A.-M. Lagrange
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Tracce antiche della presenza di acqua su Marte

By admin on giugno 6, 2010

Dopo 4 anni di studi sulle analisi condotte da Spirit, il rover della NASA su Marte, il risultato è stato unanime: in passato su Marte era presente acqua allo stato liquido. Gli indizi definitivi sono giunti dall’analisi di alcune rocce trovate lungo il cammino della sonda che affioravano della superficie. L’inizio delle analisi di queste rocce iniziò nel 2005 e da subito vennero rilevate alte concentrazioni di carbonati che possono formarsi solo in acqua, in condizioni di pH neutro, e che si disciolgono in acido. Questo indica come l’ambiente primitivo di Marte non era acido.
Tuttavia altre analisi di altre rocce ha messo in evidenza, oltre all’ambiente umido, anche un ambiente acido in cui lo sviluppo della vita è meno favorevole.
Analisi di laboratorio condotte qui sulla Terra hanno permesso di identificare i carbonati trovti su Marte e confermare la loro formazione in ambiente neutro il quale potrebbe aver permesso lo sviluppo di vita elementare in quel luogo ora deserto.
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Ai confini del Sistema Solare: la sonda Voyager 2 torna in vita

By admin on maggio 28, 2010

Grandi notizie dai confini del Sistema Solare: gli ingegneri della NASA sono riusciti a riavviare il computer centrale della sonda Voyager 2 e fa ritornare operativi tutti i suoi strumenti.
Per tre settimane la sonda ha inviato a Terra informazioni scientifiche illeggibili a causa di una errata codifica dei dati. Un errore di un singolo bit di memoria, dopo una attività di ben 33 anni, è stata la causa dell’errata codifica dei dati. Con il reset generale della sonda il problema è stato perfettamente risolto e la sonda è tornata ad inviare dati perfettamente leggibili dai laboratori qui sulla Terra.

voyager 2 nettuno
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Hubble scopre stella che sta divorando un suo pianeta

By admin on maggio 22, 2010

Il pianeta extrasolare più caldo conosciuto, denominato WASP-12b, è anche il pianeta con la vita più breve. Grazie ad un nuovo strumento installato sull’Hubble Space Telescope, il Cosmic Origins Spectrograph (COS), si è scoperto che al pianeta restano circa 10 milioni di anni di vita in quanto la stella attorno alla quale orbita lo sta lentamente “divorando”.

stella che sta divorando un suo pianeta
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Individuato una enorme porzione di universo priva di materia

By admin on maggio 20, 2010

Grazie all’utilizzo combinato dei telescopi Chandra (della NASA) e XMM-Newton (dell’ESA) è stata individuata nella banda ai raggi-x una regione a 400 milioni di anni luce dalla Terra che ha le sembianze di un muro di gas intergalattico e galassie. La regione è stata soprannominata Sculptor Wall. Nella rappresenzatione artistica che segue viene rappresentata la struttura individuata a muro con l’alone di gas intergalattico, denominato Warm Hot Intergalactic Medium (WHIM), colorato in blu. Questa scoperta è la prova più evidente che la “massa mancante” del vicino universo è localizzata in una enorme rete di gas intergalattico.

Sculptor Wall
rappresentazione artistica: Sculptor Wall. Credits: Spectrum: NASA/CXC/Univ. of California Irvine/T. Fang Illustration: CXC/M. Weiss
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Ai confini del Sistema Solare: Problemi per Voyager 2

By admin on maggio 9, 2010

Pochi giorni fa è giunta la notizia che dai centri di controllo della NASA è partito un comando radio diretto verso i confini del nostro Sistema Solare e precisamente verso la famosa sonda spaziale Voyager 2. Il comando era quello di sospendere l’invio di qualunque informazione ad eccezione di quelle del suo stato di funzionamento.
Voyager 2 ha ormai 33 anni e si trova a 13.8 miliardi di Km dalla Terra, tuttavia il suo stato di salute è apparentemente buono in base ai dati ricevuti lo scorso 1 Maggio.
Il problema riscontrato dai tecnici della NASA è nel sistema di volo, il quale prima di inviare i dati via radio li formatta in una paticolare sequenza. Questa sequenza da alcuni giorni non è più rispettata e i dati non possono essere più decodificati.
Questa anomali è apparsa per la prima volta il 22 Aprile 2010. Da quel giorno i tecnici hanno lavorato per risolvere il problema e in seguito ai risultati ottenuti, il 30 Aprile 2010, hanno inviato delle correzioni.

voyager 2 nettuno
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