Cosa accade quando due galassie si scontrano? Sebbene lo scontro dura più di un miliardo di anni, ad oggi, nell’universo osservabile, sono state fotografate moltissime collisioni. Dal momento che le galassia, seppur contenenti miliardi e miliardi di stelle, sono per gran parte vuote e gli impatti tra le stelle non avvengono. Completamente diverso è il discorso riguardante i campi gravitazionali delle due galassie. I due campi interagiscono fortemente, tant’è che alla fine del processo avremo un’unica grande galassia.
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Dopo anni di attesa, finalmente la sonda Cassini, in orbita attorno a Saturno, è riuscita a fotografare l’interno dell’immensa formazione di correnti a forma di esagono che circonda il Polo Nord di Saturno.

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Ecco una personale immagine dell’eclisse parziale di Luna di questa (nuvolosa) sera del 25 Aprile 2013. Purtroppo le condizioni atmosferiche erano veramente pessime (vielo velato e a tratti nuvoloso). In una piccola finestra tra una nuvola e l’altra ho potuto scattare questa piccola foto:

Nuovo successo per Kepler, il telescopio spaziale della NASA, il quale ha individuato 2 sistemi planetari nei quali sono presenti ben 3 pianeti rocciosi dalle dimensioni paragonabili alla Terra e situati nella cosiddetta “zona abitabile”, la regione di spazio attorno ad una stella nella quale un pianeta può contenere acqua allo stato liquido in modo stabile.

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La notizia è ancora da confermare, ma forse sono stati ritrovati i resti della sonda, dell’allora Unione Sovietica, Mars 3. Le immagini acquisite dalla telecamera HiRISE (a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter) che mostrano i resti dell’hardware sovietico, sebbene ad alta risoluzione, non sono molto chiare per cui il team che lavora al progetto HiRISE le sta analizzando minuziosamente.
In realtà quelli che potrebbero essere i possibili resti del Mars 3 sono stati individuati da un gruppo di cittadini russi che seguono autonomamente le ricerche e gli sviluppi delle missioni su Marte (tra cui anche quelle del nuovo rover della NASA Curiosity).

Dettaglio Candidato per il Parcadute
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Nel corso del suo viaggio verso Plutone, la sonda della NASA New Horizons è transitata nel 2007 vicino Giove ed in particolare vicino ad Io, una luna di Giove che è anche la più attività geologicamente del sistema solare, con centinaia di vulcani ed alcune fontane di lava in eruzione che raggiungono i 300 Km di altezza. Tuttavia, le concentrazioni delle attività vulcaniche, in base ai modelli matematici a disposizione, non si trovano dove ci si aspetterebbe. Questi modelli predicono come l’interno della luna viene riscaldata.

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Ben presto, le attività di esplorazione su Marte potrebbero trovarsi di fronte un pianeta dall’aspetto molto differente rispetto a quello attuale.
Esiste piccola possibilità, tuttvia non trascurabile, che la cometa 2013 A1 colpirà Marte all’incirca nel mese di ottobre del 2014, lo afferma Don Yeomans del NASA Near-Earth Object program del JPL. Le soluzioni delle simulazioni indicano una probabilità di impatto di 1 su 2000 (quindi 1999 su 2000 che non ci sarà l’impatto).
La Cometa C/2013 A1 (Siding Spring) è stata scoperta il 3 gennaio 2013 da Robert H. McNaught dall’osservatorio di Siding Spring in Australia.

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Spettacolare eruzione solare con incredibile cascata di plasma incandescente. Il video è stato realizato mettendo in sequenza le immagini riprese dalla sonda SDO (Solar Dynamics Observatory). I fotogrammi sono stati acquisiti a 12 secondi di distanza l’uno dall’altro e codificato a 30 fotogrammi al secondo, per cui ogni secondo del video corrisponde a 6 minuti della realtà. La sequenza principale dura 228 secondi, quindi l’evento è durato poco meno di 23 ore.

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Per quale motivo le nuvole di Saturno formano un esagono dalle dimensioni gigantesche? Nessuno lo sa!
Questa enorme struttura è stata fotografata per la prima volta dalla sonda Voyager durante il suo sorvolo del pianeta (22 Agosto 1980), più di 30 anni fa. Nessun altro pianeta gassoso del nostro Sistema Solare presenta una simile formazioni di nubi.

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Ecco il video del passaggio ravvicinato alla Terra, avvenuto venerdì 15 febbraio, dell’asteroide 2012 DA14, un gigantesco masso di circa 50 metri di lunghezza ed una massa stimata in circa 190000 tonnellate. Il suo passaggio è stato talmente ravvicinato, 27743 Km, da avere una distanza minima dalla Terra inferiore all’orbita dei satelliti geostazionari (circa 36000 Km).
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