Archivio della categoria 'Astronomia'

Dawn in orbita attorno a Vesta

By admin on luglio 16, 2011

Lo scorso 15 Luglio 2011 la sonda Dawn, lanciata dalla NASA ben 4 anni fa ovvero il 27 Settembre 2007, è entrata in orbita attorno all’asteroide Vesta rendendo la sonda il primo veicolo spaziale ad entrare in orbita attorno a un corpo della grande cintura di asteroidi.
La grande cintura di asteroidi si trova tra l’orbita di Marte e quella di Giove. La sonda studierà Vesta per un anno permettendo così uno studio approfondito delle origini del nostro Sistema Solare.

L’immagine qui sotto ritrae Vesta così come appare alla distanza di 41000 Km. Nel momento in cui Vesta ha catturato la sonda nel suo campo gravitazionale la distanza dal suolo era di circa 16000 Km mentre la distanza dalla Tera era di 188 milioni di Km. Vesta è il secondo pianetino più massivo della fascia di asteroidi, ha un diametro medio di circa 530 Km e una massa stimata pari al 12% di quella dell’intera fascia. Le sue dimensioni e la sua superficie brillante fanno di Vesta l’asteroide più luminoso e talvolta l’unico visibile a occhio nudo dalla Terra.

Vesta

Tra un anno, il 12 Luglio 2012, la sonda si allontanerà da Vesta alla volta del suo secondo obiettivo: Cerere, un altro grande asteroide della ciuntura.

Immagine scattata dopo il primo inserimento in orbita:
Vesta

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Spettacolare eruzione solare

By admin on giugno 9, 2011

Il 7 Giugno scorso, in una delle attuali macchie solari si è verificato un brillamento solare di medie dimensioni, classificato come M-2, è una tempesta di radiazioni di classe S1 (minore) tuttavia questo evento ha dato origine a uno spettacolare coronal mass ejection (CME) (Espulsione di massa coronale). La grande nube di particelle di gas incandescente è poi ricadura sul Sole cercando una superficie ampia quasi la metà della superficie solare.

Eruzione Solare CME

L’evento è stato rilevato da tutte le sonde in orbita attorno al Sole facenti parte del progetto Solar and Heliospheric Observatory (SOHO). Osservando il sole attraverso gli occhi di queste sonde è possibile osservare una enorme colonna di plasma composto da particelle ad alta energia che fuggono via dal Sole.

Qui sotto il video della sequenza dell’eruzione solare.

Fortunatamente l’espulsione di plasma non è diretta esattamente verso la Terra e in accordo con tutti i modelli della NASA ha una velocità intorno ai 1400 Km/s. Tra l’8 e il 9 Giugno queste particelle arriveranno sulla Terra che incanalate dal campo magnetico terrestre daranno origine a delle splendide Aurore Boreali.

In quest’altro video invece si può osservare la colonna di plasma che ha causato il CME.

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Asteroidi: Vesta

By admin on aprile 8, 2011

Il 29 Marzo 1807, l’astronomo tedesco Heinrich Wilhelm Olbers scoprì Vesta. Quasi 204 anni più tardi la sonda della NASA denominata Dawn sta per raggiungere ed entrare in orbita a questo sfuggente corpo celeste.

Vesta viene comunemente indicato come un asteroide in quanto si trova nella grande cintura di asteroidi situata tra l’orbita di Marte e quella di Giove. Tuttavia la stragrande maggioranza degli oggetti presenti in quest’area sono piccoli, con dimensioni che al massimo raggiungono i 100 chilometri di lunghezza. Vesta, invece, ha un diametro medio di ben 530 chilometri.


Modello 3D del possibile aspetto di Vesta. Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/PSI
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HiRISE: Marte ad alta risoluzione ora anche in italiano

By admin on marzo 25, 2011

Sono trascorsi poco più di 5 mesi (era il 19 Ottobre 2010) da quando inviai una e-mail all’HiTranslate Project Coordinator, Ari Espinoza dell’Università dell’Arizona, con la richiesta di voler partecipare al progetto di traduzione in lingua italiana delle descrizioni delle immagini di HiRISE.
Oggi, finalmente, tutto il lavoro fatto in questi mesi è stato ripagato con la pubblicazione del sito in lingua italiana.
Al progetto di traduzione nella nostra lingua, oltre me, hanno partecipato anche altri italiani, tutti abbiamo aderito al progetto in modo volontario (senza fini di lucro). La passione per l’astronomia, la ricerca e l’esplorazione di nuovi pianeti è il legame che credo unisca tutti i volontari (anche di altre nazioni del mondo) che hanno, anzi, che stanno partecipato al progetto.

Per ora l’italiano, lo spagnolo e il greco sono le tre lingue europee ad aver portato a termine il primo step del progetto, ma ben presto si affiancheranno anche altre lingue in modo da far conoscere il vero aspetto di Marte ad un numero sempre maggiore di persone.

Nel campus universitario, il progetto è stato presentato con il video qui sotto (pubblicato su YouTube), in cui Italia e Grecia sono state omaggiate con la pubblicazione dei nostri nomi e foto!

Nel nuovo sito oltre le traduzioni delle descrizioni delle immagini c’è l’interessante rubrica dei Temi Scientifici, in cui vengono spiegate in un linguaggio compensibile “ai non addetti ai lavori” i processi geologici che avvengono su Marte. E’ sorprendente notare come molti processi sono simili a quelli che avvengono qui sulla Terra, per cui, capire di cosa si sta parlando è semplicissimo: basta osservare il nostro pianeta!

Qui di seguito riporto tre esempi di descrizioni di immagini da me elaborate:

Affioramenti stratificati all’interno di un cratere

Affioramenti stratificati all’interno di un cratere
http://www.uahirise.org/it/ESP_011631_1515

Lo splendido arco di una duna

Lo splendido arco di una duna
http://www.uahirise.org/it/ESP_019992_1340

Altopiano su altopiano

Altopiano su altopiano
http://www.uahirise.org/it/ESP_011648_1730

Per leggere le altre descrizioni su cui ho lavorato, clicca qui.

Un ringraziamento speciale va a tutto il team HiRISE dell’Università dell’Arizona e in particolare ad Ari Espinoza per l’occasione che ci ha concesso nella partecipazione a questo progetto di divulgazione scientifica.

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MESSENGER: pronti per la manovra di inserimento orbitale attorno a Mercurio

By admin on marzo 11, 2011

Dopo più di una dozzina orbite all’interno del Sistema Solare, la sonda MESSENGER si sta dirigendo verso Mercurio per la manovra conclusiva della sua missione: l’inserimento in orbita prevista per il prossimo 17 Marzo 2011. Al termine di questa manovra la sonda diverrà il primo satellite artificiale ad orbitare attorno a Mercurio.

Messenger Approach Mercury
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Cometa Tempel 1 vista dalla sonda Stardust-NeXT

By admin on febbraio 16, 2011

Nessuna cometa è mai stato visitata per due volte consecutive. Pertanto, il secondo passaggio della sonda Stardust-NeXT vicino la cometa Tempel 1 all’inizio di questa settimana ha dato l’occasione di osservare come il nucleo di una cometa cambia nel tempo.

cometa tempel 1

Le variazioni del nucleo della cometa Tempel 1 sono state di particolare interesse in quanto nel 2005 la cometa è stata bersaglio della sonda Deep Impact. La foto qui sopra è una delle ultime immagini della cometa Tempel 1 nel punto di massimo avvicinamento della sonda Stardust-NeXT. Sulla superficie possiamo osservre tanti crateri, delle catene montuose e zone apparentemente più levigate.

Al seguente link potete osservare la galleria fotografica della cometa Temple 1: http://www.nasa.gov/mission_pages/stardust/multimedia/gallery-index.html

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I 6 pianeti di Kepler-11

By admin on febbraio 3, 2011

A 2000 anni luce dalla Terra, in direzione della costellazione del Cigno, il telescopio Kepler ha scoperto un insolito sistema solare, il più affollato di tutti, che lo ha reso famoso proprio in questi giorni. Come visibile nell’immagine qui sotto, il sistema planetario è composto da 6 pianeti, 5 dei quali hanno le cui orbite, paragonate a quelle del nostro Sistema Solare, sono tutte entro quella di Mercurio mentre il sesto pianeta ha un’orbita compresa tra Venere e Mercurio.

I 6 pianeti di Kepler-11

Conseguenza di queste distanze così piccole (astronomicamente parlando), oltre le temperature dei pianeti anche un periodo orbitale piccolissimo: tutti compresi tra 10 e 47 giorni!
I sei pianeti sono tutti molto più grandi della Terra e sono composti da una mistura di gas e roccia. La presenza, la dimensione e la massa dei pianeti è stata determinata osservando le variazioni luminose della stella centrale Kepler-11 durante i transiti davanti al disco solare.

I 6 pianeti di Kepler-11

Nell’Agosto 2010 il telescopio Kepler individuò una tripla variazione di luminosità di questa stella e per questo si procedette con uno studio approfondito che ha portato a questo incredibile risultato.
La tecnica di indagine adottata ha permesso al telescopio Kepler di individuare, ad oggi, ben 1200 pianeti extrasolari tutti compresi in un ristretto settore della volta celeste: 1/400.

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Opportunity: 7 anni insieme

By admin on gennaio 29, 2011

Sono passati ben 7 anni da quando il rover della NASA Opportunity ha iniziato una delle missioni più affascinanti dell’esplorazione spaziale: esplorare Marte come non era mai stato fatto prima.
Per celebrare il suo settimo anno su Marte il team che controlla il rover ha pubblicato la foto a dir poco spettacolare del Cratere Santa Maria, un cratere dal diametro di 90 metri.
La particolare condizione di luce presente in questo periodo su Marte, con il Sole basso sull’orizzonte, fa spiccare ben chiara l’ombra del rover. In questi 7 anni di attività, il rover ha percorso 26.7 Km. Dopo lo studio di questo cratere un lungo viaggio lo attende, infatti la prossima meta, che dista 6 Km dal cratere Santa Maria, è il grande cratere Endurance di ben 22 Km di diametro. Durante il viaggio verso Endurance, per un certo numero di giorni, le comunicazioni con il rover saranno un po’ difficoltose a causa dell’allineamento Marte-Sole-Terra ovvero del passaggio di Marte dietro al Sole in base alla visuale dalla Terra.

santa maria crater

Foto ad Alta Risoluzione: Opportunity at Santa Maria Crater

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Kepler scopre il primo pianeta roccioso

By admin on gennaio 28, 2011

Il satellite Kepler della NASA ha confermato la scopera del primo pianeta extrasolare roccioso. E’ stato denominato Kepler-10b ed ha un diametro 1.4 volte quella della Terra. La scoperta si basa su quasi 8 mesi di indagini tra Maggio 2009 e Jennaio 2010.

Grazie al fotometro dalla incredibile precisione, Kepler ha registrato le piccole diminuzioni di luminosità della stella attorno alla quale ruota Kepler-10b durante i passaggi di quest’ultimo difronte alla stella. Le dimensioni del pianeta possono essere dedotte in base alle periodiche diminuzioni di luce. La distanza del pianeta dalla stella è dedotta invece dall’arco di tempo che intercorre tra due massime diminuzioni.

kepler rocky planet

Kepler è il primo satellite in grado di trovare pianeti grandi come la Terra o poco più situate nella ormai famosa “Zona Abitabile”. Purtroppo nel caso di Kepler-10b le condizioni di vita sono al 100% impossibili visto che si trova ad una distanza dalla sua stella 20 volte inferiore a quella di Mercurio e il suo anno dura appena 0.84 giorni terrestri!!!

La stella Kepler-10 è ben nota negli ambienti scientifici in quanto è stata la prima stella a indicare la possibile presenza di un pianeta in orbita attorno ad essa. Per questo motivo è stata studiata a fondo e se ne conosco nolte proprietà fisiche in particolare sulle sue oscillazioni di luminosità: gli starquake. Proprio grazie a queste oscillazioni si può affermare con certezza la presenza di un pianeta nelle sue vicinanze che ora è stato confermato da kepler.

La massa di Kepler-10b è circa 4.6 volte quella della Terra con una densità di 8.8 grammi per centimetro cubo ed ha per l’appunto una superficie solida.

Nel video che segue possiamo osservare una ricostruzione tridimensionale dell’ambiente ostile che molto probabilmente troveremmo su Kepler-10b, un pianeta letteralmente arso dal calore della sua stella madre:

Fonte: NASA’S Kepler Mission Discovers Its First Rocky Planet

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L’acqua sulla Luna potrebbe provenire dalle comete

By admin on gennaio 10, 2011

Per decenni si è pensato che la Luna fosse un luogo arido e priva di un’atmosfera.
luna

Queste assunzioni hanno subito delle modifiche dopo che la NASA, lo scorso anno, ha trovato significanti tracce di acqua nei crateri sempre in ombra.

Un gruppo di astrofisici della Wesleyan University nel Connecticut, ha analizzato i campioni di rocce lunari prelevati durante le missioni Apollo, in particolare si sono cercate le variazioni degli isotopi dell’idrogeno nel minerale noto come Apatite.

Le tracce lasciate in questo minerale indicano la provenienza dell’acqua in tre possibili sorgenti: dagli strati sottostanti la superficie della Luna, dai protoni del vento solare e infine dalle comete.

La misura degli isotopi nell’apatite è molto simile a quelle rilevate in tre comete ben conosciute: Hale-Bopp, Hyakutake e Halley.
Come è ben noto le comete sono descritte come grandi blocchi di ghiaccio (molto sporco) in orbita attorno al Sole.

In una teoria risalente agli anni ’70 (del secolo scorso!), la Luna si è formata da un frammento della Terra a seguito di un gigantesco impatto durante il periodo di formazione della Terra stessa ovvero ben 4.5 miliardi di anni fa.

Un significante apporto di acqua proveniente dalle comete si è poi susseguito dopo la formazione del satellite. Questo è quanto suggerisce il team di astrofisici.
Ovviamente anche la Terra è stata bombardata da queste comete che hanno portato così sia l’acqua sia gli elementi chimici che hanno dato il via allo sviluppo della vita, secondo alcune accreditate ipotesi di sviluppo.

L’articolo completo può essere letto sulla rivista online journal Nature Geoscience.

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