Durante il primo anno di vita del telescopio spaziale Fermi Gamma Ray Space Telescope della NASA è stata realizzata la prima mappa ad alta risoluzione dell’intero cielo nella banda dei raggi gamma.
Il telescopio è in grado di sondare l’intero cielo ogni 3 ore e questo ha reso possibile l’individuazione di molte sorgenti di breve durata.
Sono state osservate più di 1000 intense sorgenti di raggi gamma (la forma di luce alle energie più elevate). Il raggiungimento di queto traguardo ha permesso anche di raggiungere un altro grande risultato sperimentale circa la struttura dello spazio e del tempo, unificati in spazio-tempo nelle teorie di Einstein.

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Tradizionalmente, un Buco Nero è una regione dello spazio nella quale l’enorme forza gravitazionale attrae verso di se qualunque cosa, persino la radiazione luminosa, la luce, non può uscirne e, secondo la Teoria della Relatività generale, lo spazio-tempo stesso viene deformato.
Sempre secondo quanto dettato dalla Teoria della Relatività generale, ogni massa è capace di incurvare lo spazio-tempo di una quantità che dipende dalla massa stessa e quindi la radiazione elettromagnetica che attraversa tale regione di spazio segue una traiettoria curvilinea invece che una retta. Questa situazione è simile a quella che si verifica alla propagazione delle onde elettromagnetiche in un meta-materiale non omogeneo.
Grazie a quest’ultima considerazione Now Tie Jun Cui e Qiang Cheng della Southeast University in Nanjing, Cina, hanno messo in pratica quello che altri scienziati, Narimanov e Kildishev della Purdue University in West Lafayette, Indiana, avevano teorizzato qualche anno prima.
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