Ieri sera mi sono divertito per l’ennesima volta a osservare la Luna (quasi piena) e Giove. Tutto è iniziato con l’intento di osservare la Galassia di Andromeda. La serata purtroppo non era delle migliori, a causa del bagliore della Luna, per l’osservazione di un oggetto celeste così debole per i mezzi amatoriali di cui dispongo. Tuttavia sono riuscito a trovarla tenendo conto che il mio telescopio non è motorizzato e quindi …tutto è lasciato alla bravura dell’osservatore!!
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Il nostro Sistema Solare potrebbe essere quasi 2 milioni di anni più vecchio di quanto si pensava prima, lo rivela uno studio recente pubblicato Domenica dal Nature Geoscience.
Questa sensazionale rivelazione fonda le sue basi in un meteorite di 1.49 Kg, trovato nel deserto del Marocco nel 2004, che contiene un minerale arcaico, il quale risulta essere il più vecchio minerale solido formatosi dopo la nascita del Sistema Solare.
L’analisi dei principali isotopi suggerisce che il meteorite si sia formato 4.45682 miliadri di anni fa, rendendo tale meteorite l’oggetto più vecchio mai trovato. Conseguenza di questo ritrovamento e che il Sistema Solare ha un’età che va dai 300’000 agli 1.9 milioni di anni in più.
Per maggiori informazioni: Bouvier, A. & Wadhwa, M. Nature Geosci. advance online publication doi:10.1038/NGEO941 (2010).
E’ stata pubblicata qualche ora l’imagine satellitare dell’eruzione vulcanica che in queste ore sta paralizzando gli aeroeporti di mezza Europa, a partire da quelli inglesi e dell’Islanda.
La nube di polveri è stata fotografata con la fotocamera MODIS del satellite della NASA Terra.
Come possiamo ben osservare al momento in cui l’immagine è stata scattata (11:35 UTC del 15 Aprile 2010.) la nube si estende dall’Islanda fino alle coste della Scozia e della Norvegia.
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Concediamo 6 minuti della nostra vita per esplorare 13.5 di anni di vita del nostro Universo, l’Universo conosciuto attraverso le osservazioni sia degli astronomi sia dei nostri satelliti. Soprattutto grazie a questi ultimi gioielli della tecnologia si è potutto osservare la luce “dell’universo appena nato” quando aveva un’età di appena 400 mila anni.
Il video è stato realizzato dall’American Museum of Natural History e inizia il suo viaggio da Monte Everest, attraversa l’atmosfera terrestre, il sistema solare, la galassia fino ad arrivare indietro nel tempo ai primi bagliori dell’universo.
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Uno spettacolare video 3D che mostra come sarebbe la Terra e la vista del cielo (diurno e notturno) se avesse un sistema di anelli simile a Saturno.
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Sei all’interno del 2% delle persone più intelligenti? Risolvi l’indovinello e lo scoprirai.
In una strada vi sono 5 case dipinte in 5 colori differenti.
In ogni casa vive una persona di differente nazionalità.
Ognuno dei padroni di casa beve una differente bevanda, fuma una differente marca di sigarette e tiene un animaletto differente.
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La storia purtroppo continua a ripetersi, ovvero, scienziati italiani costretti a lavorare fuori dal nostro paese a causa di pratiche ignobili e scarsa volontà di finanziare la ricerca, hanno dato il frutto del loro lavoro e delle loro idee ad altri.
Anche se non è buona pratica copiare per intero un articolo pubblicato da altri, lasciatemi dire che per questa volta è lecito, più voci che gridano la medesima cosa prima o poi arriverà a chi di dovere.
Milano, 18 ago. (Adnkronos Salute) – “Tornare in patria? Potremmo pensarci solo se l’Italia decidesse di cambiare in maniera radicale la propria politica in materia di ricerca e università”. Antonio Iavarone, cervello ‘tricolore’ fuggito 10 anni fa negli Usa insieme alla moglie e collega Anna Lasorella, non nasconde il suo pessimismo riguardo al futuro della scienza made in Italy: “Il nostro Paese è molto restio ai cambiamenti”, riflette lo studioso in forze al Columbia University Medical Center di New York, interpellato dall’ADNKRONOS SALUTE dopo l’ultimo successo ‘di coppia’ pubblicato su ‘Developmental Cell’. Uno studio che apre a speranze nella terapia dei tumori cerebrali e nell’impianto di staminali. “Una via lunga e irta di ostacoli”, dice.
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Rimetto mano al sito dopo un po’ di giorni.
Purtroppo con il terremoto a L’Aquila è andata persa una parte delle mia vita oltre alla voglia di scrivere e cercare notizie.
Posso dire solo di essere fortunato a poterlo raccontare.
Una preghiera per chi non c’è più.
Ora il futuro è solo una nuvola nera all’orizzonte e solo il tempo deciderà cosa fare.

Credits: X-ray: NASA/CXC/Harvard/J. Neilsen et al. Optical: Palomar DSS2
L’immagine qui sopra è una composizione di due immagini: alla radiazione visibile e all’infrarosso, elaborata dal Digitized Sky Survey e mostra l’ammasso di stelle attorno alla quasar GRS 1915+105 (GRS 1915 in breve) situata vicino al piano della nostra galassia a circa 40 mila anni luce da noi nella costellazione dell’Aquila. Il riquadro in alto a sinistra mostra invece un ingrandimento ai raggi-X ottenuto dal telescopio Chandra dello stesso quasar. Quest’ultimo è una delle sorgenti a raggi-X più intense della nostra galassia.
Questo micro-quasar contiene al suo interno un buco nero di circa 14 masse solari che cattura materia dalle stelle ad esso vicine. Man mano che la materia cade verso il buco nero forma un disco di materiale incandescente che segue un moto a spirale e man mano che la temperatura aumenta emette radiazione anche nella banda dei raggi-X.
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Dietro la notizia apparsa in questi giorni riguardante la validità della teoria del “mondo piccolo” si cela anche una seconda realtà parallela.
La teoria dei 6 gradi di separazione è stata proposta per la prima volta dallo scrittore Frigyes Karinthy nel racconto “Catene”, ma solo nel 1967 il sociologo Milgram formulò la teoria del mondo piccolo, dimostrando come attraverso la propria rete di conoscenze un gruppo di persone del Nebraska fosse in grado di venire a contatto con sconosciuti nel Massachusetts. La notorietà della teoria aumentò grazie a una commedia di Broadway da cui nel 1993 venne tratto il film “6 gradi di separazione” con Will Smith e Donald Sutherland.
Questo è quanto la teoria ci dice, ma per dare riscontro a una simile ipotesi è necessario monitorare milioni di persone a cui di certo non farebbe piacere sapere di essere monitorizzate, anche mantenendo il più completo anonimato.
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