Il kanji che studieremo, 口, oggi è forse uno dei più semplici da imparare e ricordare in quanto ha una forma praticamente quadrata. Significa “bocca”, ed in realtà questo kanji è un ideogramma che stilizza la forma assunda dalla bocca spalancata.
I termini composti con questo kanji sono molto variegati ma la presenza di 口 fa prendere a molti di essi il concetto di “inizio di …” qualcosa.

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Il kanji che studieremo oggi è 銀, il sostantivo utilizzato per indicare il metallo Argento. Cos’ come abbiamo imparato qualche tempo fa con il kanji per l’oro, 金, anche per 銀 molti dei termini composti con tale kanji esprimo termini che hanno a che fare con banche e monete. Tuttavia non è sempre così e ci sono molti termini che invece invece prendono come caratteristica il suo colore per espreime il loro concetto. Esempi lampanti sono il mercurio 水銀 e la nostra galassia, la Via Lattea 銀河. Per il mercurio abbiamo un simpatico termine che “alla lettera” verrebbe tradotto in “acqua argentata”, mentre per la Via Lattea possiamo notare una notevole differenza interpretativa nell’antica cultura occidentale e orientale che ha assegnato il nome alla nostra galassia: per noi quella fascia biancastra che osserviamo nel cielo di notti buie è stata assimilata al colore del latte mentre per quella orientale a un “fiume argentato”.

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Il kanji che studieremo oggi, 近, è un aggettivo della famiglia in -い ed esprime il significato di “vicino”. Altri significati correlati a 近 sono: “presto”, “simile” ed “equivalente”.

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Il kanji che studieremo oggi, abbastanza facile da imparare, è il verbo 切る, che esprieme il significato “tagliare” o “taglio”. I termini composti con questo kanji sebbene dai significati più disparati hanno tutti un concetto nascosto di una qualità definita in modo netto, come se quella qualità fosse stata “tagliata”, un esempio ben evidente è 思い切って (おもいきって) che significa “risolutamente”.

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Il kanji che ho scelto oggi, 業, è un sostantivo che esprime diversi concetti astratto: “affari”, “vocazione”, “arti” e infine “performance”. Molti termini composti con questo kanji hanno a che fare con l’industria ed il commercio.

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Il kanji che ho scelto oggi, 強, è un aggettivo della famiglia in -い, e significa “forte”. Sicuramente la maggioranza di chi studia il giapponese lo ha imparato per la prima volta in questo verbo: 勉強する (べんきょうする) ovvero “Studiare”.

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Il kanji che studieremo oggi, 京, è un sostantivo che significa “capitale” (di una nazione). Si potrebbe anche osare di dire che è tra i più conosciuti o quanto meno visti dal momento che è utilizzato nel nome della capitale giapponese: 東京. Questo kanji non esprime solo il concetto di capitale, ma è utilizzato anche nel sistema di numerazione giapponese per indicare l’astronomica cifra di 10 milioni di miliardi (10^16 = 10’000’000’000’000’000).
In molti termini in cui appare il kanji 京, il suo significato diventa quello di Tokyo in quanto è “la capitale”.

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Il kanji che studieremo oggi, 去, sebbene semplice da disegnare presenta la difficoltà di avere molti significati. Nel titolo del post ho messo soltanto due di questi, ma in realtà ricercandolo su un qualunque dizionario di kanji, i significati possibili sono: “andato”, “passato”, “smettere”, “lasciare”, “trascorrere”, “eliminare”, “divorzio”. Tuttavia la maggior parte dei termini composti con questo kanji hanno tutti significato di un “qualcosa che è passato e non c’è più”.

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Il kanji che studieremo oggi, 究, è un verbo che si traduce con il nostro “ricercare”. Questo kanji assume anche il significato secondario di “studiare”, molto legato al primo significato. La quasi totalità dei termini composti con questo kanji hanno un significato che si riconduce allo studiare, al ricercare, e a persone che praticano attività legate a questi concetti.
Piccola nota finale: attenzione a non confondere questo kanji con 空 (から) che invece ha questi significati: Cielo, aria, vuoto.

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Il kanji che studieremo oggi, 着, è un verbo che si traduce con il nostro “indossare”. Questo stesso kanji è utilizzato come contatore di vestiti, ad esempio l’espressione “Indossare tre giubotti” si traduce in “三着の上着“. Questo kanji è utilizzato anche per contare gli ordini di arrivo in una competizione.

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