Yosi-Bar Cohen, ricercatore senior presso il NASA’s Jet Propulsion Laboratory in California, ha avuto una brillante idea: dotare almeno una parte dei 314 milioni di persone non vedenti di tutto il mondo, di tecnologie alla loro portata, efficienti e soprattutto utili. Da qui l’inizio delle sperimentazioni nella realizzazione di dispositivi elettronici che utilizzano polimeri elettroattivi (EAP) noti anche come “muscoli artificiali” per realizzare dinamicamente le piccole protuberanze che compongono i caratteri del linguaggio Braille utili ai non vedenti.
Definito living Braille si tratta della versione digitale del linguaggio tattile su carta. Read more
Nel mondo tecnologico che ci circonda un simbolo che negli ultimi anni è stato sfruttato nel pieno delle sue potenzialità è il famoso Codice a Barre usato soprattutto per velocizzare il pagamento alle casse dei centri commerciali grazie alla lettura ottica veloce.
E’ di qualche giorno fa la notizia della fine dello sviluppo di un nuovo sistema di codifica denominato Bokode in grado di memorizzare alcuni Kilobits di informazioni e che quindi segnerebbe la fine del famoso mix di numeri, linee bianche e nere che formano il Codice a Barre.
A prima vista Bokode appare come un pallino luminoso rosso sulla confezione del prodotto in vendita mentre in realtà il sistema è costituito da un led sul quale sono poste una lente ed un’etichetta non più larga di 3 mm, in grado di memorizzare dati per diversi kilobits. La luce che ne esce offre vari livelli di luminosità ad angoli di osservazione differenti ed è proprio in tale variazione che viene codificata l’informazione.
Subito dopo la fine delle riparazioni dei danni causati da una perdita di elio, avvenuta in Settembre, nuovi problemi affliggono il Large Hadron Collider, tanto che hanno portato ad un ulteriore slittamento della data di messa in funzione, prevista per la metà di Novembre.
Gli ingegneri hanno scoperto 2 zone di innalzamento della temperatura nella camera di scontro degli atomi in cui il vuoto è mantenuto perfettamente e la temperatura deve essere estremamente bassa.
La zona deve essere quindi riscaldata, riparata e raffreddata nuovamente. Il tutto si prevede verrà terminato entro la metà di Novembre 2009. Read more
La fase sperimentale è quasi conclusa. Per gli esperti, «Tornado», il primo esempio di eolico senza pale, tra qualche mesi potrà essere installato e funzionare perfettamente e diventare un’alternativa ai contestati “mulini” con le grandi pale che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori.
“Il principio fondamentale del Tornado Like – ha spiegato Cimini – sta nella sua composizione interna a vortice: questo permette di sfruttare la forza del vento anche minima (~2 metri al secondo), dal momento che i getti a vortice riescono a loro volta a formare una nuova classe di correnti in maniera continua consentendo dunque il funzionamento anche in assenza di vento”.
Interessantissimo video che mostra come potrebbe essere l’esperienza tecnologica quotidiana secondo le “previsioni” del colosso Microsoft.
C’è da notare come alcune delle tecnologie mostrate nel video sono gia in fase di sperimentazione come ad esempio gli schermi pieghevoli sottili come fogli di carta.
…certo è che il desktop cambietà radicalmente e in meglio!!!
La notizia risale allo scorso 24 Marzo: NASA e Microsoft hanno annunciato la pianificazione di un nuovo servizio telematico da mettere a disposizione di tutti, ovvero rendere pubbliche tutte le immagini planetarie del Sistema Solare e dell’universo conosciuto. L’accordo va sotto il nome di Space Act Agreement.
Attraverso questo enorme progetto la NASA e Microsoft svilupperanno le teconologie e le infrastrutture necessarie a rendere il materiale più interessante della NASA (foto ed immagini ad alta risoluzione della Luna e di Marte) navigabile sul Web. Read more
La notiza che riporto oggi è “vecchia”, ha circa 9 mesi, ma visti gli avvenimenti di questi giorni legati a quello su cui gli scienziati del CERN di Ginevra stanno lavorando, riporta l’avvenimento in primo piano è dimostra ancora una volta quanta squallida disinformazione è stata fatta dai mass-media su questo avvenimento. …Mi sorge qualche sospetto losco sui motivi di questo comportamento…
Era il 12 Novembre 2007 quando da uno degli osservatori astronomici più grandi del mondo, il Pierre Auger Observatory in Argentina è stato registrato il raggio cosmico dotato della più elevata energia mai registrata fino ad allora: 57 EeV (1EeV equivale a 1018 eV).
Raggi cosmici dotati di un’energia energia a quella accennata sopra, sono generati dai nuclei delle galassie nelle quali avvengono cataclismi astronomici di difficile immaginazione. In tali nuclei sono presenti Buchi Neri supermassicci (anche la Nostra Via Lattea ne ha uno!!!) i quali sono i responsabili di tali emissioni.
Il Pierre Auger Observatory è un osservatorio composto da un array di ricevitori sparsi su un’area di 3000 KM2 il cui unico scopo è quello di osservare i lampi dei raggi cosmici. Qui ora viene il bello!… Read more
“Fiumi di parole inquinate” sono state versate in queste settimane nel web da persone alle quali mancano anche le più elementari nozioni di com’è fatta la materia il cui apice è stato toccato in questo articolo del quale riporto questo estratto CHE FA INORRIDIRE da quanto nulla si sa:
…Il Cern ha dovuto smentire i timori che l’esperimento possa invece generare anti-materia — i cosiddetti buchi neri — che hanno scatenato l’interesse del pubblico di tutto il mondo in vista dell’avvio della macchina. …
Sono senza parole e ancor più mi lascia perplesso la conoscenza dell’argomento di chi ha dato l’ordine di pubblicare una simile castroneria senza un’accurata revisione redazionale visto il delicato tema trattato. …ma si sa: giornalisti e numeri non sono un’accoppiata perfetta!
Quindi dopo questo orrore dico BASTA. basta con parole inutili sul voler spiegare cos’è una particella, un buco nero o altro. Andate in libreria e comprate libri seri e non le solitre storielle da simil-gossip e fantasie strane, perché ecco qual è poi il risultato, per una volta fate del bene all’umanità: libri di fisica moderna!!! …
Concludo con una mia speranza rivolta a tutti i ricercatori dell’LHC:
spero per voi che riusciate a generare i tanto sognati buchi neri a scala subatomica e a dimostrare una volta per tutte la validità della teoria formulata da Stephen Hawking circa l’Evaporazione dei Buchi Neri. Per chi non ha la benché minima idea di cosa si sta dicendo consiglio un ottimo libro scritto dallo stesso Stephen Hawking e intitolato Dal Big Bang ai Buchi Neri scritto in modo eccelso e adatto a tutti infatti è stata cura dell’autore evitare di scrivere formule e teoremi ad eccezione della più famosa di tutte le formule matematiche E=Mc2.
Sono stati pubblicati sul sito del CERN i documenti che descrivono in dettaglio l’intera struttura dell’anello dell’acceleratore di particelle e dei rilevatori posizionati al suo interno per effettuare studi e misure programmati per Settembre.
La decisione di rendere disponibili online tutti i documenti relativi al LHC è stata accolta con favore dall’intera comunità scientifica.
L’intera opera in formato digitale è composta di ben 1589 pagine per un totale di 115 MB per chiarire una volta per tutte lo stato dell’arte delle apparecchiature per lo studio della fisica quantistica, che consentiranno di fare enormi passi in avanti nella conoscenza della materia, della struttura e delle origini dell’universo in possesso del genere umano. Read more
Ieri, 11 Luglio, è stata pubblicata la notizie di una nuova scoperta fatta nel mondo dell'infinitamente piccolo: è stata trovata la prova certa dell'esistenza di una particella che porta il nome di Eta-B e che si ritiene sia quella che generi la cosiddetta Forza Forte (o Interazione Forte originariamente ipotizzata da Enrico Fermi) ovvero quella forza sub-nucleare che tiene unite le particelle elementari come ad esempio protone-neutrone o anche protone-protone. E' proprio a quet'ultimo caso che il nome di Forza Forte deve il suo significato più esplicito per i meno esperti. 2 protoni a causa della repulsione elettrostatica dovrebbero allontanarsi reciprocamente ma invece in un nucleo atomico sono tenuti "attaccati" e come sappiamo anche i neutroni vengono mantenuti insieme al nucleo seppur privi di cariche elettriche.
E' proprio il fondamentale ruolo che svolge la Forza Forte e quindi della particella Eta-B, che il nucleo non si disgrega. E' grazie a questa forza che la materia che noi tutti conosciamo e di cui siamo fatti non si riduce a una nuvola di Protoni, Neutroni, Quark, elettroni ed altre particelle elementari.
Da decenni gli scienziati si pongono domande del tipo "Qual è la colla che tiene unita la materia?", "Dove si trova?", "Da chi è generata?" Oggi finalmente si può dare una risposta. Il merito di questa scoperta è dovuto all'esperimento denominato BaBar, un esperimento internazionale al quale lavorano 500 fra ricercatori e tecnici di 74 centri americani ed europei (Italia compresa).
Un po' di storia. La particella Eta-B e la sua esistenza fu teorizzata per la prima volta 30 anni fa ma non era stata ancora dimostrata l'esistenza. La funzione di Eta-B, come detto sopra, è quella di tener insieme sia protoni e neutroni nei nuclei degli atomi, sia i mattoni della materia, i Quark. Con la sua scoperta si può dire completata la spiegazione del funzionamento del collante della materia, la cosiddetta Forza Forte. Sulla correttezza degli studi nessun dubbio: La precisione sperimentale con cui l'Eta-B è stata individuata è altissima e non lascia margini all'incertezza e si è potuta raggiungere grazie ad un sofisticato e ben calibrato rivelatore in funzione da quasi 10 anni. " Come l'atomo di idrogeno è stato fondamentale per lo studio dell'elettrodinamica quantistica - ha spiegato Roberto Calabrese, fisico della collaborazione - lo stato legato bottom - antibottom' è di fondamentale importanza per la comprensione dell'interazione forte, in particolare la scoperta della Eta-B mette in luce il ruolo dello spin nell'interazione tra i quarks".
L'esperimento BaBar è nato con lo scopo principale dell'investigazione degli effetti della CP-violation.
I risultati dell'esperimento, condotto nell'acceleratore californiano Slac (Stanford Linear Accelerator Center), sono in via di pubblicazione sulla rivista Physical Review Letters.