Archivio della categoria 'Tecnologie'

Adobe, Google, Yahoo abilitano ricerca all’interno delle pagine Flash

By admin on luglio 2, 2008

Un’altra delle limitazioni imposte allo sviluppo di pagine web indicizzabile facilmente dai motori di ricerca (Yahoo, Google) sta per cadere in disuso: l’indicizzazione dei contenuti all’intero dei file SWF ovvero delle pagine sviluppate con la tecnologia Flash.

Questo progetto permetterà di rendere molto più visibili milioni di applicazioni web prima negate ai motori di ricerca.
Adobe stà lavorando insieme a Google e Yahoo per fornire le teconologie necessarie da “decodificare” i file SWF e quindi accedere ai dati in esso contenuto.
Read more

Share



Giappone: fusione fredda possibile!

By admin on maggio 22, 2008

L’esperimento pubblico di Yoshiaki Arata di Condensed Matter Nuclear Science, meglio nota come fusione fredda è stato un successo. Poche ore fa all’Università di Osaka (大阪大学) è stata dimostrata, di fronte a un pubblico qualificato, la realizzazione di quello che viene definito ormai “Arata Phenomena”. La prova è stata compiuta facendo diffondere Deuterio gassoso su una matrice a struttura nanometrica di 7 grammi composta per 35% di Palladio e per il 65% di ossido di Zirconio alla pressione di 50 atmosfere.

fusione nucleare
Read more

Share



Nuova alternativa ai chip di silicio

By admin on maggio 13, 2008

Il giovanissmo ricercatore cinese Weixiao Huang ha messo a punto un nuovo tipo di transistor, il componente più diffuso nei moderni circuiti elettronici, basato su un composto di GaN ovvero il Nitruro di Gallio.
Questo nuovo tipo di transistor ha la particolarità di ridurre l’assorbimento di corrente e quindi di energia e migliorare l’efficienza complessiva dei sistemi elettronici di potenza che vanno dagli azionamenti dei motori a quelli dei veicoli ibridi fino gli elettrodomestici e alle apparecchiature militari.

huang weixiao

Come gia detto, un componente importante degli apparecchi dell’elettronica odierna è solitamente un transistor basato sul silicio noto come Semiconduttore Metallo/Ossido Transistor ad Effetto di Campo (MOSFET: Metal/Oxide Semiconductor Field-Effect Transistor). Per convertire l’energia elettrica in altre forme, il transistore funge da interruttore, permettendo o impedendo il flusso della corrente attraverso il dispositivo.
Read more

Share



Un chip che non dimentica: Memristor

By admin on maggio 7, 2008

Riuscire a scoprire qualcosa di nuovo e completamente innovativo nel campo ormai maturo dell’ingegneria elettronica è estremamente raro” ha affermato il capo delle ricerche Stanley Williams.
Un nuovo tipo di circuito, considerato una sorta di anello mancante, è stato messo a punto nei laboratori della Hp, potrebbe essere l’attesa rivoluzione dell’elettronica!

memristore

Questo dispositivo è in grado di ridurre sia i consumi che i tempi morti, poiché non perde dati una volta tolta la corrente al circuito. Il Memristor, nome del nuovo tipo di memoria, darebbe nuove funzioni ai computer.
L’interesse per il memristor si è riacceso nel 2007 quando una versione sperimentale allo stato solido è stata realizzata da Stanley Williams di Hewlett Packard. La costruzione di un componente allo stato solido è diventata possibile solo grazie ai comportamenti particolari che si possono ottenere utilizzando le nanotecnologie. Il componente realizzato, in realtà, non utilizza il flusso magnetico (come suggerito dalla definizione di memristore) né immagazzina una carica (come un condensatore), al contrario crea la dipendenza tra resistenza e carica utilizzando un meccanismo chimico.
Read more

Share



Supercomputer Blue Gene/P: Simulare la fisica estrema delle esplosioni stellari

By admin on maggio 5, 2008

Robert Fisher e Cal Jordan fanno parte di un team di scienziati che nel corso del prossimo anno eseguiranno simulazioni in uno dei supercomputer più potenti del mondo, Argonne Blue Gene/P, per un totale di 22 milioni di ore di calcolo, simulante un evento che richiede meno di 5 secondi.

Le necessità di Fisher e Jordan, il cui lavoro è eseguito al Center for Astrophysical Thermonuclear della University of Chicago, richiedono tali risorse visto che il loro campo di studio cade nella fisica estrema delle esplosioni delle supernovae dove densità, pressione e temperatura raggiungono valori estremamente alti. Il supercomputer Blue Gene/P all’Argonne National Laboratory servirà come strumento principale per il loro studio.

3d simulation blue gene
Read more

Share



Nuova proposta per il Parco Eolico al largo di Termoli

By admin on aprile 4, 2008

Grazie alla notizia pubblicata nel sito Comune di Termoli che riporto qui di seguito sono veturo a conoscenza della nuova proposta per la costruzione di un Parco Eolico per la produzione di energia elettrica. La precedente era stata bocciata e un “muro di NO” aveva fatto sentire la sua voce.
Con la crescente necessità di energia e crisi generale in cui verte il nostro Paese spero che questa volta il progetto si aportato a termine. Segnalo che io sono di Termoli e quindi interessato a questo progetto di rilancio della mia città.

energia eolico

Ecco di seguito il comunicato della notizia riportata nel sito indicato:

TERMOLI – Oggi, giovedì 3 aprile 2008, è stato affisso all’Albo Pretorio del Comune di Termoli un nuovo avviso relativo alla “richiesta di concessione per la costruzione e l’esercizio di un terminale di generazione eolica off-shore della potenza nominale complessiva di 162 MW posto di fronte la costa di Termoli”, trasmesso al Comune dalla Capitaneria di Porto di Termoli per l’affissione all’Albo.
L’avviso riguarda, nello specifico, una variante al progetto precedentemente presentato dalla ditta Effeventi Srl di Milano. La variante si riferisce alle opere a terra, e in particolare al progetto di cavidotto dell’impianto eolico off-shore, secondo le disposizioni della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Di seguito la descrizione sintetica del progetto di variante, così come indicato nell’avviso:
tre gruppi di cavi sottomarini da 33 kV trasporteranno l’energia elettrica prodotta dall’impianto eolico off-shore alla cabina di trasformazione nel Comune di Termoli.

Read more

Share



Problemi legali per Large Hadron Collider del CERN di Ginevra

By admin on marzo 30, 2008


Documento senza titolo

Nella consueta esplorazione del Web, alla ricerca di nuove informazioni sull'astronomia, sono arrivato alla notizia apparsa sul sito della testata giornalistica Corriere della Sera, intitolata Il Cern finisce in tribunale «Può distruggere la Terra» nella quale ho letto con enorme stupore la vicenda, ormai divenuto caso legale, legata all'attivazione a Ginevra dell'acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider). Questa macchina rappresenta lo stato dell'arte in fatto di acceleratori di particelle ad altissima enrgia.

CERN LHC tunnel

Per descriverla con parole semplici, lo scopo dell'LHC è quello di accelerare le particelle fin quasi a velocità luce e farle scontrare con altre particelle e studiarne i comportamenti e risultati, nonché la generazione di nuove particelle derivanti dall'urto. In pratica cercare di capire quello che avviene ogni giorno quando i Raggi Cosmici ad alta energia entrano in collisione con gli atomi e particelle dell'alta atmosfera terrestre. I Raggi Cosmici che colpiscono lo strato estreno dell'atmosfera sono principalmente protoni e, in misura minore, nuclei. Si tratta quindi di particelle cariche di energia che vengono deviate dal campo magnetico terrestre. Nel loro viaggio verso la superficie della Terra, esse collidono con gli atomi nell'aria, creando sciami di nuove particelle e antiparticelle che costituiscono i raggi cosmici secondari. Questo fenomeno è all'origine della pioggia cosmica che investe la Terra.

Questo è quello che si osserva quotidianamente.

Il fatto (tratto dall'articolo del Corriere della Sera):

Il più grande e più costoso acceleratore del mondo costruito al Cern di Ginevra per decifrare la natura dell’Universo potrebbe non entrare in funzione nei mesi prossimi come stabilito per uno strano caso giudiziario nato, addirittura, alle Hawaii. Qui, due signori, Walter L.Wagner e Luis Sancho, hanno presentato un ricorso contro la supermacchina europea sostenendo che gli esperimenti immaginati «potrebbero creare un buco nero capace di mangiarsi la Terra e forse l’intero Universo». L’accusa è pesante. La Federal District Court di Honolulu, che non poteva ignorare l’esposto, ha avviato il 21 marzo il procedimento fissando un primo incontro con le parti il 16 giugno prossimo.

Mie Considerazioni. Senza entrare in merito a fatti e situazioni a me ignote, devo comunque segnalare una imprecisione nel contenuto: ammesso che si possa formare una singolarità a livello subatomico, ovvero un buco nero di dimensioni più piccole del nucleo di un atomo di idorgeno, è verissimo che inghiottirebbe la Terra e di conseguenza anche il Sistema Solare, ma arrivare a dire che potrebbe distruggere l'Universo mi sembra una assurdità "pesante come un buco nero"!!! Perché?? quanti sono i Buchi Neri di cui si conosce con certezza la loro presenza? Molti! e non stanno mica distruggendo l'Universo!! Persino la nostra Via Lattea al suo centro ne ha uno super-massiccio.

Dopo aver precisato quanto detto nell'apertura dell'articolo veniamo al pericolo che potrebbe esserci (anche se io sono molto scettico, comunque... stiamo attenti) . Proprio pochi giorni fa ho finito di leggere il libro del grandissimo Stephen W. Hawking, Dal Big Bang ai Buchi Neri scritto nel 1988 . In questo libro sono attualissimi due brani riguardaniti i buchi neri. Nel primo brano Hawking discute sulla emissione di raggi-X e gamma da parte dei buchi neri primordiali (evaporazione dei Buchi Neri):

Un buco nero primordiale con una massa iniziale di 1 miliardo di tonnellate avrebbe una vita press'a poco uguale all'età attuale dell'universo. I buchi neri primordiali di massa iniziale inferiore sarebbero già evaporati completamente, mentre quelli con massa leggermente maggiore starebbero ancora emettendo radiazione nella forma di raggi X e gamma. ...emettono energia dell'ordine di circa 10000 megawatt.
Uno di tali buchi neri potrebbe alimentare 10 grandi centrali elettriche, se solo fossimo in grado di imbrigliarne l'energia. Questo compito sarebbe piuttosto difficile: il buco nero avrebbe la massa di una montagna compressa in meno di 1 bilionesimo di centimetro, le dimensioni del nucleo di un atomo!
Se avessimo uno di questi buchi neri sulla superficie della Terra, non avremmo alcun modo per impedirgli di cadere attraverso il suolo fino a raggiungere il centro del nostro pianeta.

Più avanti è detto che potrebbe essere spostato solo avvicinandogli una grande massa che lo attragga e il luogo più sicuro sarebbe metterlo in orbita, con le ovvie difficoltà tenciche e pratiche di una simile circostanza.
Il secondo passo che voglio riportarvi e su cui riflettere riguarda proprio la creazione di un buco nero a partire da particelle ad alta energia. Si parlava dei progressi scientifici verso la ricerca della Grabte Teoria Unificata:

...La seconda possibilità, che ci sia una sequenza infinita di teorie sempre più raffinate, è in accordo con tutta l'esperienza che abbiamo maturato finora. ...Non sarebbe perciò molto sorprendente se la presente generazione di grandi teorie unificate fosse in errore nel sostenere che nulla di essenzialmente nuovo accadrà far l'energia dell'unificazione elettrodebole a circa 100 GeV e l'energia della grande unificazione di circa 1000 milioni di milioni di GeV. ...Pare però che la gravità possa forire un limite a questa sequenza di "scatole cinesi" . Se avessimo una particella con un'energia superiore alla cosiddetta Energia di Planck, di circa 10 trilioni di GeV (1 seguito da 19 zeri), la sua massa sarebbe così concentrata che essa si separerebbe dal reso dell'universo e formerebbe un piccolo buco nero. ...ovviamente l'Energia di Planck è molto lontana dalle energie di 1 centinaio di GeV, che sono il massimo che noi riusciamo a produrre attualmente in laboratorio.

Ora, i progressi scientifici dagli anni in cui è stato scritto il libro sono stati molti, nel 2002 le energie raggiunte erano di 115 GeV.

CERN LHC tunnel

LHC si servirà del tunnel di 27 km costruito per il Large Electron-Positron Collider (LEP) e userà campi magnetici di circa 8 Tesla, generati da magneti superconduttori raffreddati alla temperatura di 1,9 Kelvin (-271,25°C) da elio liquido superfluido, per guidare nel tubo di accelerazione fasci di protoni a 7 Teraelettronvolt di energia, o di ioni piombo a 2,7 teraelettronvolt per nucleone (575 TeV per nucleo). Lanciando due fasci identici l'uno contro l'altro, l'energia della collisione nel centro di massa corrisponde alla somma delle energie delle due particelle, arrivando a 14 TeV (1,4x1013 eV) nel caso dei protoni. Queste energie sono si altissime ma comunque molto, molto lontane da quelle per creare buchi neri dallo scontro di particelle.



Computer Quantistici: Un altro passo avanti

By admin on marzo 29, 2008

Realizzata una porta logica NOT a fotoni. Un gruppo di fisici e ingegneri ha raggiunto un’incredibile capacità di controllo di singoli fotoni su un chip al silicio: si tratta di un risultato che apre la strada alla realizzazione dei tanto attesi computer quantistici.
Un Computer Quantico (o quantistico) è un dispositivo per il trattamento ed elaborazione delle informazioni che per eseguire le classiche operazioni sui dati utilizza i fenomeni tipici della meccanica quantistica, come la sovrapposizione degli effetti e l’entanglement. In un computer classico, la quantità di dati viene misurata in bit, mentre in un computer quantico l’unità di misura è il qubit.


Schema del computer di Kane

Il principio che sta alla base del computer quantico, è che le proprietà quantistiche delle particelle possono essere utilizzate per rappresentare strutture di dati, e che il complesso meccanismo della meccanica quantistica può essere sfruttato per eseguire operazioni su tali dati.
Read more

Share



Spettacoli tecnologici

By admin on marzo 15, 2008


Alcune meraviglie della ingegneria di questo secolo.

1 - Costruzione di un parco eolico in mare aperto:

parco eolico in mare
parco eolico in mare

A 20 km dalla costa della Danimarca, si trova Horns Rev, il più grande parco eolico marino del mondo. E' composto da 80 torrette alte 110 metri, per una potenza complessiva di 160 MW , molto di più di quella di parchi analoghi sulla terraferma.
Le foto seguenti illustrano le pale di ogni generatore eolico lunghe 30 metri.

pala eolico in mare Trasferimento di una pala verso il sito di assemblaggio.

pala eolico in mare Assemblaggio

elica eolico in mare Trasferimento di un'elica completa verso il sito in mare dove verrà montata

Montaggio delle sezioni che formano le torrette:

pala eolico in mare

pala eolico in mare

pala eolico in mare



2 - Colossi del mare

navi giganti
Serve a trasportare costruzioni pesantissime e pesanti:
navi giganti

navi giganti

navi giganti
Trasporto di stazioni petrolifere off-shore

navi giganti
Stazioni radar

navi giganti
Impianti chimici di vario genere

navi giganti
Trasporto di sottomarini

navi giganti

navi giganti
Trasporto di altre navi

Ecco come si carica e scarica questa meganave:
navi giganti
Si "affonda" la nave fino a far sommergere la piattaforma di carico

navi giganti
Poi si posiziona il carico sopra la piattaforma, si fa emergere nuovamente la piattaforma e si inizia la navigazione


3 - Autostrada di Acqua:

Con il suo chilometro di lunghezza e 32 metri di larghezza, il Ponte Magdeburg (Germania) è un ponte d'acqua che incroccia il fiume Elba e che permette la circolazione di navi fra due dei più grossi canali del paese. E' costato più di 500 milioni di euro e ci sono voluti 6 anni di lavoro:

autostrada acqua

autostrada acqua

Portare con se il proprio PC: spazio occupato come un francobollo!

By admin on marzo 10, 2008

Immaginate di poter portare il vostro intero ufficio in una scheda di memoria SD (magari quelle di ultima generazione da 8GB), oppure su un piccolo hard disk portatile da 80GB da collegare via USB (meglio se 2.0) ad un altro computer senza intaccare minimamente il contenuto del PC “ospite”! Dite che sto sognando? No, è tutto vero!
Da qualche tempo, perdonatemi se ne parlo solo ora, c’è una incredibile distibuzione linux chiamata Slax che permete di essere installata su una memoria esterna collegata via USB ed eseguita, dopo il riavvio del pc, direttamente dalla memoria USB:

linux slax
Read more

Share



Next
Previous