I Kanji



By admin on settembre 26, 2009

Differenza tra i kanji cinesi e giapponesi
La scrittura dei kanji [漢字] ha subito variazioni a partire dalla 2aGuerra Mondiale, infatti prima erano gli stessi per entrambe le lingue. In realtà però i cinesi ne usavano molti di più nel linguaggio comune in quanto al contrario dei giapponesi, i cinesi non avevano l’alfabeto fonetico (in giappone c’è il Katakana [カタカナ] e l’Hiragana [いらがな]).
A partire quindi dalla fine del secondo conflitto mondiale sono avvenuti diversi cambiamenti sia sui kanji giapponesi sia su quelli cinesi, questo a portato alla diversificazione nei tratti di molti kanji che prima erano uguali, il significato è però rimasto lo stesso. In quest’ondata di cambiamenti solo Taiwan e Hong Kong sono rimaste ferme ed oggi usano ancora i kanji cinesi originali.

Numero dei Kanji
Chi fa ricerca sulla letteratura classica cinese e giapponese, sa che può trovarsi di fronte ad un numero di kanji veramente elevato. Nel Dai Kanwa Jiten del 1984, a cura di Morohashi Tetsuji, sono contenuti 49.964 kanji, ma il più grande dizionario cinese, lo Zhonghua Zihai del 1994, ne raccoglie 85.568. Molti di questi sono ormai sconosciuti o di dubbio significato, senza contare duplicati, varianti e semplificazioni.

Ogni kanji cinese potrebbe essere usato in Giappone e infatti alcuni dizionari giapponesi pubblicati prima della Seconda Guerra Mondiale riportavano la totalità dei kanji cinesi. Con la riforma avvenuto dopo il conflitto il Monbushou, il Ministero dell’Educazione, il numero dei Kanji giapponesi calò drasticamente di numero.
In quegli anni leggere i quotidiani richiedeva la conoscenza di almeno 4.000 kanji. Dopo meticolose ricerche sulla frequenza con cui venivano usati questi kanji, nel 1946 il Ministero dell’Educazione realizzò una lista di 1.850 kanji chiamati jōyō kanji (常用漢字, じょうよう – kanji di uso quotidiano), gli unici autorizzati ad essere usati nella stampa per il largo pubblico e che devono essere conosciuti da ogni studente diplomato. Nei primi 6 anni di scuola elementare gli studenti giapponesi devono imparare 881 kanji che sono noti come kyouiku kanji (kanji ad uso scolastico).
Alcuni studi hanno dimostrato che la conoscenza dei soli kyouiku kanji permette di leggere il 90% di tutto il materiale pubblicato, mentre conoscere tutti i touyou kanji fa salire questa percentuale al 99%.
Nel 1977, una nuova riforma modificò la lista dei kyouiku kanji che divennero 996.
Nel 1981 ci fu un’altra piccola rivoluzione nella scrittura, ovvero fu reso obbligatorio lo studio di 10 nuovi caratteri, i numeri romani, ora usati comunemente in Giappone.
Il gruppo di 1.006 caratteri (996 kanji più i 10 numero romani) venne chiamato kyōiku kanji (教育漢字 – きょういく漢字 – kanji ad uso scolastico) che vengono imparati nelle elementari nel seguente ordine: 80 al primo anno, 160 al secondo, 200 al terzo, 200 al quarto, 185 al quinto e 181 al sesto.
Esiste una classe particolare di Kanji usati per i nomi propri di persona, noti come jinmeiyou kanji (人名用漢字 – じんめいよう漢字 – kanji per i nomi propri) composta da 285 kanji (la sua ultima modifica risale al 1997).

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